il mio cervello è stato stuprato da piccolo
Categorie: Scuola di ladri
“io nella vita non voglio fare niente”
con questa proposizione solitamente faccio la mia malsana figura di fronte a quelli che mi chiedono come intendo pianificare il mio futuro. quali sono le mie aspettative. o meglio, un classico, cosa vorrei fare ‘da grande’.
mi sono spesso posto questa domanda, senza mai capire perchè me la ponevo, una tale domanda, dato che non sarei in grado nemmeno di pianificare le prossime 2 ore. però è interessante, perlomeno per capire quali sono i desideri più profondi che si nascondono nelle cavità del mio subconscio..
i sogni. una parola…una parola. un concetto…un concetto. un…un.
io non ho sogni. forse è strano, però è così. e allora posso capire la difficoltà che ho nel pensare al mio futuro, se non c’è desiderio, non c’è ambizione. non c’è niente. un’occhiata al mio passato, forse una volta ce li avevo i sogni. ce li hanno tutti, quando si è piccoli.
rewind. 1990. sono un bambino. ehi piccolino, cosa vuoi fare da grande? il benzinaio.
davvero. andavo a fare banzina con papà e vedevo questi uomini in divisa che per una prestazione di 2 minuti, una semplice operazione metti la pompa-togli la pompa, si beccavano un cinquantone. ho sempre pensato fossere ricchi e fortunati, non faticavano e avevano tanti soldi. come ragionamento quadra, per un bambino di 6 anni. non quadra invece il fatto che tutti, a 6 anni, hanno un sogno, un eroe, un mestiere, una pur minima ambizione. io ce l’avevo, eppure mi è stata spaccata a metà quel giorno in cui mi dissero che i soldi se li ciucciavano le compagnie petrolifere, e il benzinaio non era altro che un dipendente e prendeva uno stipendio da fame. perdipiù mi è stato detto così, in scioltezza, tra un boccone di minestrone e l’altro..da quel momento ho smesso di credere. in qualsiasi cosa. ho pensato che tutti al mondo facessero qualsiasi cosa solo perchè erano stupidi.mi sentivo violentato dentro, strappato da quel mio sogno che era tutt’altro che nobile (lavorare poco e guadagnare tanto), ma di sicuro concreto. insomma ero parecchio scoglionato. voglio dire, quando a un bambino gli spieghi la non esistenza di babbo natale, lo fai con un certo tatto. glielo spieghi in modo dolce e delicato. con me non hanno fatto così. ecco, a me di babbo natale non me ne fregava niente. però il benzinaio..uff.. è crollato il mio babbo natale in divisa blu, ed è diventato un semplice mortale, è collassato il mio sogno, il mio unico sogno. mica roba da poco. io dico,tutto quello che penso adesso riguardo al mio futuro ha di certo a che fare con la mia infanzia. e se proprio non riuscirò a disarcionare quei ricordi che mi hanno abbattuto,quei fardelli che sono ancora oggi sul mio groppone e non mi permettono più di sognare come un bambino, vorrà dire che sarò, tra qualche anno, con il mio berrettino blu a lavorare sodo al distributore di benzina, i guanti sporchi di olio, e magari,sul tardi, con un sorriso tra le labbra..
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 2:15 am | |
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