Feb  07
8

La malattia crea dipendenza

Categorie: Scuola di ladri

hai presente il tappo di sughero delle bottiglie di vino? hai presente quando lo fai a pezzetti e i pezzetti si cospargono sul pavimento? hai presente quando cerchi di calpestare i pezzetti ma non si rompono perchè, pur essendo morbidi, sono elastici e resistenti? ecco, così sono le mie caccole oggi.
sono quelle palline di cioccolato che vanno immerse nello yogurt, uno yogurt che nel mio caso è un fiume di catarro denso e giallo come il miele…insomma ho il raffrddore, eppure sto da dio.

concentrato davanti alla televisione, le mie pupille seguivano impazzite la palla, tra un giocatore e l’altro. stavo giocando a iss pro 5, in quel momento sarebbe potuta entrare Elisabetta Canalis in topless e io non l’avrei degnata della minima considerazione. a meno che non avesse voluto fare un doppio. “ok Eli, ma il joystick nero lo tengo io”

non credo ci sia sensazione più bella di stare ore e ore in camera al caldo davanti alla playstation, un passatempo che quasi equivale al piacere di togliersi le croste dalle ginocchia sbucciate.

il dramma si presenta quando senti il bisogno di soddisfare quelle esigenze che noi tutti abbiamo: per quanto riguarda il cibo, non è un problema. mangi mentre giochi,senza badare alla quantità industriale di briciole che si stanno formando davanti a te, una montagna che ti copre quasi la visuale. ma quando c’è da andare in bagno… sei disposto a rischiare l’esplosione della vescica pur di non abbandonare la tua squadra in quel momento così delicato. no, mettere in pausa non vale, interrompe l’atmosfera e il ritmo di gioco. ebbene si, bisogna farsela addosso. e anche la cacca.
dopo 16 ore consecutive di campionato con la fiorentina, i primi sintomi di perdita di coscenza: David Bowie entra dalla mia porta e dice: ho fatto ancora quel sogno. il mio amico immaginario non mi rivolge più la parola, l’ho offeso dopo che mi ha accusato di inventarmi le cose. i giocatori della play prendono vita, si trasformano nei personaggi di Smallville e iniziano a intrattenere un discorso riguardo il modello entità-relazione e i disturbi del sonno. io mi rifugio in un mio delirio mistico e comincio a parlare con Dio. le mie mani sono usurate, le mie impronte digitali si fondono coi simbolini della playstation. ho le stigmati. a forma di triangolino.

ho ancora lo scontrino del gioco, domani lo restituisco.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:21 am | |
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