Tutti gemelli in un branco
Categorie: Scuola di ladri, considerazioni
Data la mole di studio che mi impedisce di avere una vita sociale al di fuori del mio fedele computer, la cosiddetta finestra sul mondo, sono sempre poco aggiornato riguardo i fatti di attualità. Cerco perlomeno di informarmi durante la classica pausa-spuntino, accendo la tv e mi guardo subito il televideo pagina 200. notizie sportive. Non che io sia un fanatico del calcio, per dio, è solo che rientro nella fetta statistica di italiano medio: i miei geni sono programmati per la ricerca delle notizie calcistiche, nonostante l’importanza piuttosto marginale che queste hanno nel panorama dell’informazione. (panorama??) . dunque accendo la tv nel mio classico orario pausa, saran state le 2 di notte, e vedo una festa assordante di tifosi rosso-blu-bianco-azzurri che infestavano le città con bandiere, striscioni e altre cose da tifosi.. non che io sappia come funzionino queste feste, per quanto ne so potrebbero anche ritrovarsi in cerchio a cuocere pasta asciutta. Dicevo, migliaia di persone in piazza a urlare a squarciagola, come definiscono i cronista sportivi “ lo sfogo dopo anni e anni di sofferenza nella serie cadetta”. a dire il vero non ho la minima idea di cosa voglia dire “soffrire per una squadra di calcio” e spero di non esser mai affetto da questo male, di certo terribile (ohh..sofferenza..). Piuttosto, ciò che mi ha impressionato, in senso positivo, è vedere le tifoserie di 2 diverse squadre (Genoa e Napoli) che festeggiavano insieme l’avvenuta promozione in serie A. tutti bagnati nella in piazza sotto la fontana a urlare e a fare a gara a chi riusciva ad intrufolarsi sotto il giornalista sfigato di turno, farsi passare il microfono e, in diretta nazionale, intonare un coro, che, come se il cronista non lo sapesse, va sempre a finire con qualche bestemmia in mondovisione. “oh scusate, ben lungi da me era immaginare che un tale tifoso così composto e grazioso potesse osare il buon costume con cotanta volgarità”. suddetto tifoso, per inciso, è un uomo-gorilla a petto nudo ,colori sociali della squadra dipinti dal naso all’ombelico, con indosso una sola ciabatta perché quell’altra l’ha persa mentre faceva il trenino sopra la schiena di un poliziotto…detto questo ho pensato intensamente (2 minuti) a quanto dev’essere destabilizzante la vita del tifoso, e non il semplice tifoso, io mi riferisco all’ultras, quello che arriva a fine giornata con un filo di voce e i muscoli indolenziti. Innanzitutto io, davanti al microfono, non sprecherei forse l’unica occasione che ho nella vita di finire in tv con un semplice “forza Napoli”. Preferirei uscirmene con una cosa sconvolgente, tipo “ho una rivelazione! ho visto un alieno. mi ha detto che il mondo finirà, a meno che, in questo preciso istante, ognuno di voi prenda a schiaffi il tizio che ha seduto di fianco”. Così, per vedere la reazione. Sempre meglio che urlare uno slogan politico o dichiarare la propria omosessualità in diretta. Dicevo, a parte i cori in fila per il microfono, una cosa che non ho mai capito, è il sistema di gemellaggio tra le squadre. Per capirlo ho provato, in quei 2 minuti di riflessione, a entrare nella mente del tifoso invasato, ad esempio, un ultras genoano:
-sono un uomo felice, anche se tutto sommato la mia vita è noiosa e monotona. vado allo stadio. trovo soddisfazione solo quando la palla entra nella rete, ma non nella nostra eh, altrimenti mi deprimo. Le mie emozioni sono direttamente proporzionali ai risultati calcistici della mia squadra, tant’è che quando perdiamo il derby, la sera stessa, a letto con mia moglie, non riesco a raggiungere l’orgasmo. La mia esistenza ha un significato solo la domenica, quando contribuisco alle vittorie della mia squadra con la mia voce e la fiducia che riesco a trasmettere ai ragazzi. Mi sento potente quando sto con gente che condivide le mie passioni. Analogamente, odio chi la pensa diversamente da me. Odio i tifosi della sampdoria, perché non dovevano nascere, punto. Mi piace dire parolacce, spesso le rivolgo ai poliziotti, che, per carità, non han fatto niente di male, tranne l’esser venuti al mondo. Tutti i tifosi della squadra avversaria sono cornuti, così come il loro allenatore e anche l’arbitro, quel bastardo. è colpa sua se perdiamo. invece, se vinciamo è merito nostro. Noi, in quanto genoani, siamo geneticamente superiori a tutti, e questa convinzione mi fa dormire sereno la notte, e di giorno mi da il diritto di urlare le mie opinioni estremiste, tanto ho ragione; quelli che non sono d’accordo con me, devono semplicemente andare a qual paese. Il mio odio non è distribuito in modo uniforme: odio molto più le squadre storicamente rivali, così come odio ogni loro tifoso. Amo le squadre a noi gemellate, anche se non so quale sia il criterio di gemellaggio, e neppure quali siano effettivamente le nostre gemelle- (Ogni giorno c’è una lite, gli accordi tra i capi-ultras sono in continua trasformazione, oggi sono gemellato a questi, il giorno dopo sono i miei più acerrimi nemici. Idem per i miei sentimenti: prima li amo, dopo li odio, senza pormi il problema dell’evidente contraddizione).
curva del genoa
Scenario 1:
Ultras: samp merda! Forza genoa, forza Fiorentina!
Capo-ultras: uh uh. Attento a come parli
Ultras: cos’ho sbagliato capo?
Capo: riguardo alla fiorentina…
Ultras: sono forti i nostri amici, eh?
Capo: da ieri pomeriggio non sono piu gemellati con noi. Ora li odiamo
Ultras: quelle merde secche
-Nei momenti di lucidità provo a riflettere. Dico a me stesso che tutto questo non ha senso; l’amore per una squadra non deve intaccare la dignità umana, e nemmeno rischiare di portare un uomo alla disperazione. dovremmo smetterla di comportarci da bambini viziati. non sarebbe bello prenderci tutti per mano e volerci bene?-
Scenario 2:
Ultras: samp merda! Forza genoa, forza Fiorentina!
Capo: ma che ti salta in mente!?
Ultras: Ooh. hai ragione capo. In fondo, cerchiamo di essere adulti: noi odiamo i sampdoriani eppure loro sono i nostri vicini di casa, i nostri amici di infanzia, lavorano con noi e a dire il vero, mio padre è della samp. sono uguali a noi.
Capo: Guarda che io mi riferivo alla fiorentina
Ultras: Sono morto, vero?
-Quando torno in me, sento ancora il mio odio profondo verso il mondo, sfogo la mia rabbia allo stadio, dove posso stare tranquillo: i miei compagni di tifoseria mi vogliono bene, e mi proteggeranno per sempre, a meno che non mi salti in mente di inneggiare una squadra rivale. Ma non succederà mai.-
Scenario 3:
Ultras: samp merda! Forza genoa! Forza Fiorentina!
Capo: Hai detto per caso “forza fiorentina”?
Ultras: Si. Perché?
Capo: È uno di loro! Prendiamolo!
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 1:21 am | |
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