l’andata e il ritorno tra le fiamme dell’asfalto
Categorie: Scuola di ladri, inutilità, lamentele
Alle prese con l’incoscienza, mi sono fatto 7 ore di macchina sotto il sole cocente, ciliegina sulla torta: una bella abbronzatura al braccio sinistro degna del più veterano dei camionisti. Perché sì, il mio climatizzatore è rotto dal 2004 e ogni giorno mi scordo di farlo aggiustare, per questo devo tenere il finestrino abbassato, onde evitare l’assideramento (una morte piuttosto triste, considerando che il destino annunciato è quello di farmi saltare in aria nel deserto del sarah, il mio personalissimo atto terroristico simbolico contro la sabbia che ti entra nella mutande); insomma, far entrare nei miei polmoni, ormai saturi di vapore bollente, un po d’aria fresca. Così, durante il viaggio, ho elaborato qualche strategia, e mentre la mia ragazza era svenuta per una calo di pressione abbinato alla disidratazione, ho pensato che il benessere all’interno della propria auto si potesse raggiungere solo attraverso la concentrazione, la ricerca dell’equilibrio dei sensi. Dunque, cercavo a tutti i costi di trasferire l’energia calda percepita dal mio corpo, e assorbire quella poca aria che entrava in macchina in curva. Perché sappiamo tutti che quando fai le curve col finestrino giù, entra una ventata di aria ristoratrice (e a volte qualche gustoso insetto che si incastra tra i denti). Per me non è stato un problema affrontare le curve delle alpi marittime con la calma e la voluttuosità necessaria per un cambio d’aria adeguato. Più impegnato il tragitto nell’A1 ,in piena pianura padana, alle prese con un sole delle 2 di pomeriggio e rettilineo a non finire. l’assenza di curve è stata compensata con la mia guida a dir poco nevrotica. Alla ricerca di aria fresca, la mia auto era un bimbo che tenta di acchiappar le farfalle col retino: viaggiando a zig zag nell’autostrada perfettamente dritta. Eppoi, Il calore non si sente, se pensi intensamente a qualcosa di fresco. Pensa alla neve, al frigorifero, pensa al ghiaccio, o meglio pensa a una cosa che sintetizzi tutto quello che di freddo può venirti in mente:
L’acqua scende dai ghiacciai buona e fresca per natura noi scegliamo solo i succhi della frutta piu maturaaa po-po-po-po-polaretti..![]()
Ok, ora dovete però immaginare, il caldo torrido, la mia macchina nera, che attira il calore, la mia compagna in preda a crisi isteriche, e l’andamento tipo serpente a sonagli. tutto questo mentre la mia testa è completamente fuori dal finestrino urlando la sigla dei polaretti. in autostrada.
oggi mi sono scordato di far aggiustare il climatizzatore. Me ne scorderò anche domani. Me ne scorderò e basta
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 10:53 pm | |
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