Dopo un’accurata ispezione alla bilancia di casa sua, SdL scopre di essere irrimediabilmente grasso. Come è arrivato a questa conclusione? Non riesce a vedere i numerini della bilancia, coperti dalla sua ingombrante pancia sporgente. Dopo tentativi di dieta (la famosa dieta dello zabaione) SdL decide di praticare attività fisica, e si iscrive a un campionato di calcio di bassa lega, con una squadra a dir poco imbarazzante. Orgoglioso della scelta, fiducioso nei suoi mezzi visto il passato da calciatore, si trova in una condizione piuttosto scomoda: 4 anni di divano intenso (la principale attività fisica consisteva nel tragitto casa-tabaccaio per comprar sigarette, pur non disdegnando l’idea innovativa di un eventuale servizio di fornitura sigarette a domicilio) lo hanno reso una sottospecie di vegetale amorfo con difficoltà motorie e articolazioni ingessate. Il fumo ha contribuito al deterioramento dei polmoni, oramai inutilizzabili. Sdl sta per scoprire quanto è difficile ritornare ad annusare il fresco odore di erba tagliata dei campi da calcio.
Giornata 1, prima partita di campionato:
Minuto 0: SdL entra in campo in fila con gli altri giocatori. è pimpante, si impegna addirittura in uno scatto di riscaldamento. Non vede l’ora di giocare.
Minuto 1: chiede palla, si propone, segue l’uomo. Un giocatore modello
Minuto 15: la sua camminata inizia ad essere pesante. Lo denota la quantità industriale di zolle di terra sollevate al suo passaggio. Un giocatore dell’altra squadra si fa male, SdL sfrutta i pochi secondi preziosi per respirare a pieni polmoni.
Minuto 30: ha rinunciato a marcare il suo uomo. Lo lascia libero di pascolare per il campo, sperando nella sua incapacità. Il mister inizia a richiamare SdL, suggerendo in tono di intesa “Bravo, ma stai piu vicino all’uomo”
Minuto 40: la squadra di SdL segna. Ovviamente non per merito di SdL, il quale non riesce a vedere il gol a causa della sua vista appannata. SdL non esulta, preoccupato chiede all’arbitro “quanto manca all’intervallo?”
Minuto 45: intervallo
Nell’intervallo SdL si sdraia sulla panca dello spogliatoio per 8 minuti. Dopodiché beve 1 litro d’acqua di rubinetto probabilmente non potabile. Poi torna in campo in attesa della ripresa, nel frattempo compie 18 tiri in porta, ri-esaurendo completamente le sue energie. La porta ovviamente durante l’intervallo è vuota. Ma SdL esulta a ogni gol.
Minuto 50: il suo sguardo lascia intendere che non riuscirà ad arrivare incolume al 90esimo minuto. Batte un corner e impiega 6 minuti per ritornare a centrocampo
Minuto 60: un avversario (peraltro 52enne) spinge SdL per terra, il quale reclama il fallo. L’arbitro concede il fallo, ma SdL continua a protestare. I suoi compagni di squadra si guardano tra loro, perplessi
Minuto 75: la pelle di SdL cambia colore in rapida successione. Ogni suo respiro è un affanno. Toglie la palla a un suo compagno di squadra. si gira, torna indietro e dice “ah, scusa, tu sei in squadra con me” e gli riconsegna il pallone.
Minuto 80: l’uomo che doveva marcare ha segnato una doppietta. Il mister sbraita e maledice SdL, il quale risponde con un’alzata di spalle. Suddetto gesto fa infuriare il mister, che minaccia di sostituirlo, anche se non ci sono uomini in panchina.
Minuto 82: SdL, in evidente crisi respiratoria, si siede per terra. per 2 minuti. Il mister urla, i compagni lo insultano, ma lui rimane fermo: è in meditazione, sta avendo un’allucinazione mistica, nella quale San Pietro, inspiegabilmente vestito con la muta dell’Atalanta, esorta SdL a compiere il suo dovere, alzarsi e continuare a giocare
Minuto 85: la squadra gioca in 10. SdL, con la palpebre calate, girovaga per il campo correndo dietro al pallone, ignorando il suo ruolo. Lo rincorre in ogni dove, persino quando è in possesso del portiere della sua squadra.
Minuto 87: è un fantasma. In corsa leggera e con le mani protese in avanti, segue il pallone, come fosse un oggetto prezioso, ripetendo la frase “è il mio tessssoro”
Minuto 88: la squadra prende un altro gol. SdL, in preda a evidenti attacchi di schizofrenia, inizia a esultare con la squadra avversaria, battendo il cinque e protendendo le mani al cielo. Il mister è infuriato e dice che non vuole più in squadra un mentecatto di questi livelli.
Minuto 90: ultima azione. trova uno spiraglio di lucidità, corre come un pazzo verso la porta avversaria. La lucidità sparisce, SdL continua a correre, anche se la palla è ferma. Supera tutta la difesa, supera il portiere, supera la porta ed esce dal cancello del campo di calcio. Lo si vede correre all’orizzonte.
Minuto 91: l’arbitro fischia la fine della partita. Le squadre vanno negli spogliatoi, tranne il mister, seduto sulla panchina con una lupara in mano, in attesa del ritorno di SdL.
Minuto 122: non c’è più nessuno al campo. Le luci sono spente. Il mister ancora in panchina ad aspettare, gli occhi rossi e la salivazione abbondante. SdL fa capolino e rientra in campo, si avvicina al mister e chiede “abbiamo vinto?”
Fuori scena:
-Davvero hai visto San Pietro con la maglia dell’Atalanta??
-Ma no!!
-Ah meno male…
-C’era scritto Pirelli, è la maglia dell’Inter.
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