Ultime notizie #6
Categorie: Scuola di ladri, notizie
-Papa Ratzinger non ha presenziato al convegno sulla povertà del mondo. Era troppo impegnato a farsi costuire la tazza del cesso più costosa della terra.
-Reiterin. è il nome del nuovo psicofarmaco in grado di cancellare dalla memoria tutti i traumi e gli eventi indesiderati della vostra vita. effetti collaterali: molti pazienti non riconoscono la moglie
-Prof. fannulloni: in base al decreto Fioroni i prof dovranno impegnarsi di più, a molestare i bambini
-Funerali di Pavarotti: migliaia di persone arrivate a Modena per piangere quei poveri 4 uomini addetti a sollevare la bara.
-Disperso il “Re dell’estremo“. trovato a scalare la tazza del cesso.
-”L’italia ha bisogno di ritrovare le radici cristiane ormai sepolte tra le macerie del consumismo e del peccato” ha dichiarato il Card. Ruini. Poi la cassiera ha annuito e gli ha dato il suo solito film porno-bondage
-Autoerotismo: non buttate i vostri fazzoletti sporchi giù per lo scarico. potreste causare gravidanze indesiderate ai topi di fogna.
-Transgender: l’opinione pubblica è ancora scandalizzata all’idea di avere un transgender in parlamento. ma ora basta parlare di Rosi Bindi
-Statistiche: ognuno di noi pesa molto meno dell’insieme di caccole che produce in vita sua.
-Gabriella Carlucci: “gli stipendi dei parlamentari sono troppo bassi. vede? la mia auto blu ha già fatto 300 km e non l’ho ancora rottamata!”
-Funerali di Gigi Sabani #2: i parenti: “non l’abbiamo soccorso, pensavamo stesse facendo l’imitazione di Costanzo che soffre di emorroidi”
-Prevenire le punture di insetto: I ricercatori dell’università di Tokio hanno scoperto che iniettarsi DDT direttamente nelle vene provocherà la morte di tutte le zanzare che vi pungeranno*.
*e anche la vostra.
-La Nike ha inventato le scarpe di nuova generazione, si chiamano “run for fear”: dal retro della scarpa viene proiettato un ologramma di un giaguaro affamato che vi rincorre.
-Cannibalismo. In fondo Clemente Mastella è un buon uomo. e con le patate al forno è la morte sua.
-Ultima ora: Enzo Paolo Turchi ferito a una gamba mentre praticava bungee jumping dalle tette di Carmen Russo
-Disturbi alimentari: Platinette è talmente grassa che deve assumere un giardiniere per farsi tagliare le unghie
-Cinema: il film dei Simpson non è un granchè. A parte la scena dove l’orco impala l’asino nel regno di Molto Molto Lontano.
-I dirigenti Rai hanno presentato il palinsesto 2007-2008, in sintesi: informazione, cultura e Jessica Fletcher. Rai, ti afflosciamo le palle dal 1948
la puntata precedente
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 9:09 am | |
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27 Commenti su “Ultime notizie #6”
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la comicità cinica
è fonte di sensi di colpa
per questo è divertente
Bellissima, in particolare quella di Rosi Bindi… ahahaha
Quella del Card. Ruini mi ha ribaltato dalla sedia. Sei un mito!!
Bussisotto
http://farmacoultravioleto.splinder.com
Hai il dono della caxximma e del cinismo (per me sono dei doni!!)
mi sono fatto delle sanissime risate leggendo i tuoi commenti alle notizie!!
Mitico….cattivissimo e mitico
si, concordo. geniale.
Sei troppo perfido. Mi piaci.
un po’ di critica costruttiva: la tua voce mi dà ai nervi, brutto sfigato.
@lucy: beh non mi sembra molto costruttiva.
@tutti: non sono cattivo. è che da piccolo mi hanno ripetutamente fatto mangiare le merendine al caffè. sareste così anche voi..
@SdL: l’intento era più o meno quello in effetti..però dovevi prenderla un po’ più sul personale..
ogni volta che vengo scopro qualcosa. prima che mi verranno le cose mensili come alle donne, adesso che potrei essere padre di un paio di topolini…non so se ci ritorno
complimenti!!!
@findarto: la conoscenza è potere
@nessuno77: eheh grazie!!
Comunque meglio la Fletcher di Paolo Limiti… o hanno riesumato anche la sua salma, dopo quella di Frizzi?
la fletcher è un mito (e con questo vediamo se davvero porto sfiga; l’ultima volta l’avevo detto di sabani, una settimana fa).
ma Yngnrjnwrrnrynwr sta per qualche parola di senso compiuto o hai tirato una manata alla tastiera per scieglierlo? ..perchè, in effetti, non sarebbe mica una brutta idea..
..mmh ripensandoci, la fletcher è ancora in vita??
clemente con le patate, indigesto direi…
Eh, il nick me l’ha scelto il mio gatto spanciando democraticamente sulla tastiera…
yngnrjnwrrnrynwr: nel caso la mia crisi d’identità non finisca entro breve, ti scoccia se ti rubo l’idea? (bvhaipxn tipo, oppure cyuxoawpà)
-stasera fatico a coniugare i verbi-
Anche tu hai solidarizzato con i necrofori che hanno sollevato Pavarotti? Erano dieci comunque, non quattro e hanno fatto una fatica boia lo stesso. Ma che ci avevano messo nella cassa, anche l’orchestra?
Ciao, tornerò a leggerti.:-)
@lameduck: dieci necrofori che ogni giorno pubblicizzano la cremazione
OK, il mio gatto ha detto che (in cambio di un fustone di croccantini) ti dà la sua benedizione per bvhaipxnnegqsgaragulp…
Pane e Luttazzi, eh?
Ciao Gigi, amico mio
di Antonello De Pierro
La notizia mi è piovuta addosso improvvisa, gelida, sferzante, sconvolgente, mentre canonicamente mi accingevo ad infilarmi nella consuetudine quotidiana. Gigi Sabani, uno dei miei migliori amici nell’ambiente dello spettacolo, una delle persone che consideravo a me più care e più degne di stima, non c’era più. Un infarto aveva stroncato inesorabilmente la sua esistenza. Da quel momento un dolore immenso, intensamente soffocante, mi attanaglia, pervade ogni angolo di me. Il mio pensiero vola sui viali della memoria e si aggrappa ai tanti ricordi che scorrono veloci, fotogrammi un po’ sbiaditi, ma pregni di sensazioni, di emozioni, che emergono ad uno ad uno dallo scrigno del passato, mentre qualche lacrima sfugge ribelle al controllo delle palpebre e scivola via lungo le gote, e insieme tra le labbra si accende un piccolo sorriso che si spegne subito agli angoli della bocca. Infatti non si può ricordare Gigi senza sorridere, senza essere orgogliosi di aver avuto il privilegio della sua straordinaria amicizia. E proprio nel valore dell’amicizia egli credeva ciecamente, ed è proprio su questo terreno che si è consumata la parte più triste della sua esistenza, tradito da quanti considerava sacralmente vicini, e che non hanno esitato a voltargli le spalle, a relegarlo ai margini dei loro affetti, nel suo momento più arduo. Era all’apice del suo successo, edificato su una solida piattaforma di talento artistico e nutrito al banco di una correttezza professionale senza eguali, quando precipitò improvvisamente nelle grinfie della malagiustizia, con un copione che nell’italico sistema giudiziario, e non solo, si era visto già tante volte, con una esorbitante e cinica campagna mediatica atta a demolire spietatamente la sua immagine pubblica, tranne poi relegarlo nella marginalità di qualche sperduto trafiletto a caratteri invisibili, una volta penalmente ritenuto estraneo ai fatti e pienamente riabilitato. C’è chi negli ultimi tempi ha generato vergognosamente un business da una disavventura giudiziaria, tra l’altro con contorni non ancora definiti. Ma Gigi no. Si chiuse nel suo silenzio garbato, senza esternare mai pubblicamente il suo stato d’animo, senza mai rilasciare dichiarazioni pubbliche di protesta. Ha subito con compostezza il montare delle accuse infamanti, incredulo e deluso dalla macchina della giustizia che avanzava incessante, marciando con i cingoli sulla sua dignità, sul suo animo sensibile, riducendoli a puro sussurro. Interiormente la delusione iniziava la sua opera demolitrice, scavava e distruggeva le sue certezze, infieriva e lacerava il tessuto della sua essenza, affilando paradossalmente le lame ai suoi valori granitici, lasciando ferite che non si sono più cicatrizzate. Ma la cosa che più l’aveva annientato era stato il tradimento di alcuni suoi “amici”, che improvvisamente gli avevano girato le spalle, l’avevano messo da parte, e il suo percorso professionale, fluido e scorrevole fino a quel momento, si era incagliato repentinamente sugli scogli della doppiezza e del voltafaccia. Gigi ha continuato a sorridere a tutti, con quella cordialità e gentilezza ben radicate nel suo patrimonio genetico, ma dentro purtroppo era molto provato, la sua sofferenza era immane, troppo sensibile per sopportare un così duro colpo alle sue corde emozionali. Qualcuno aveva cercato di recuperare terreno sulla diffidenza mostrata, tendendogli la mano in ritardo per lavarsi la coscienza, altri invece hanno approfittato dell’occasione per eliminare un valido concorrente, per sé o per i loro protetti, continuando ad ignorarlo e a boicottarlo. Perché Gigi era bravo e professionale nel suo lavoro, un’artista di altri tempi, appartenente ad una generazione i cui fondamenti sono una perla rara nelle nuove leve incalzanti, nell’era del “Grande Fratello” e della tv trash, ed in effetti faceva paura, molto più comodo tenerlo in un angolo, e gettare sul tavolo delle proposte carte scadenti, ma ben nutrite e sospinte da ventate clientelari e solide entrature nei palazzi del potere. Ed egli era troppo orgoglioso e troppo corretto per gareggiare sulla pista dei compromessi, non aveva mai sgomitato o pestato i piedi ad alcuno. Spesso mi ripeteva (ora si può affermare senza nuocergli) con fierezza, ma palesemente provato: ”Non vado a cercarmi il lavoro, se nel palazzo mi vogliono sanno dove trovarmi”. Ma erano pochi quelli che nel palazzo, anzi nei palazzi, facevano il tifo per lui, i facili costumi avevano preso il sopravvento, il talento non serviva più, era l’era di “vallettopoli” o meglio di “marchettopoli”. Forse da un lato è stato meglio così, il suo nome limpido e cristallino, non poteva sporcarsi nel trionfo immorale degli ultimi sistemi di reclutamento, questa televisione non gli apparteneva più. Sulla sua morte, ne sono certo, tutte queste vicende hanno influito non poco, ma dissentendo da chi ha affermato che il tutto porta una sola firma, è con tristezza e rabbia che devo affermare che le firme invece sono state tante, soprattutto quelle di chi non gli ha dato fiducia nei momenti più tragici, di chi lo ha emarginato, e in particolar modo di chi ha messo in atto uno spudorato sciacallaggio mediatico nei suoi confronti, di quei colleghi che spesso e volentieri antepongono ai valori e al rispetto la sensazionalità della notizia, consumando un cinico sacrificio sull’altare degli interessi. E’ con orgoglio e commozione che posso oggi affermare di avergli teso sempre la mano, soprattutto nel frangente più doloroso, anche se all’epoca la mia voce mediatica era molto flebile. Ciò nonostante sentivo da parte sua un atteggiamento affettuoso, coltivato nel fertile giardino della riconoscenza, altro sacro valore inossidabile che Gigi affiancava e custodiva geloso al fianco di quello dell’amicizia. La sua riconoscenza l’ho sentita tutta nel nostro ultimo incontro, a Roma nei pressi di viale Mazzini poco più di un mese fa, quando salutandomi mi disse: “Ti voglio bene!”, le sue ultime parole che conserverò geloso nel mio archivio mnemonico. Ora è difficile fare i conti con la dura realtà che ci ha resi orfani della sua presenza, non è facile credere alla veridicità del tragico e prematuro evento che l’ha sottratto al presente e ci fa sentire senz’altro più soli, ma tutti gli attestati di affetto esplosi dopo la sua morte ci martellano la consapevolezza che il pubblico non l’aveva mai abbandonato, e Gigi ne sarebbe felice, perché aldilà di ogni gioco di potere, un artista finisce quando non piace più agli spettatori, e da questo punto di vista egli era ed è più vivo che mai, e resterà immortale nelle immagini che nella sua gloriosa carriera ha regalato alla storia televisiva italiana, scrivendone le pagine più belle. Ciao Gigi.
Editoriale tratto da Italymedia.it
Per favore SdL, puoi leggere tu poi farmi il riassunto?
è spam? chi è gigi?
gigi è gigi sabani. io la lascio, a dimostrazione che non sono poi così insensibile
l’ho letto; ma Antonello De Pierro
si trova??