Ddl editoria, il bavaglio mettitelo in quel posto
Categorie: Scuola di ladri, notizie, politica
SdL: Una sola e semplice domanda: perchè?
Levi: Eliminare la concorrenza: voglio scalare la classifica di blogbabel
SdL: Oggi mi è scappato un rutto davanti alla webcam in videoconferenza. come faccio a sapere se è un prodotto editoriale?
Levi: Lo deciderà l’Autorità per le Comunicazioni
SdL: Cosa significa ROC?
Levi: mi avvalgo della facoltà di non rispondere
SdL: lei è un cretino, sa?
Levi: Farò chiudere il tuo blog. Farò chiudere tutti i blog del mondo, muahahah! e poi vi ucciderò, dall’alto del mio Technorati rank.
la seguente conversazione è avvenuta davanti al distributore di dvd di via S.Onofrio, dove il signor Ricardo Franco Levi si rifugia ogni venerdì sera intento a noleggiare il consueto pornazzo del week-end. queste informazioni seppur superflue, tendono ad arricchire il prodotto editoriale fornito dal sottoscritto il quale, tengo a precisare, sarebbe negli interessi del pluralismo di informazione se venisse definitivamente messo a tacere.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 3:34 pm | |
Technorati: ddl, editoria, internet tax, Levi
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23 Commenti su “Ddl editoria, il bavaglio mettitelo in quel posto”
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Scommetto che il pornazzo era Fetish
e come la mettiamo con le foto della cacca quotidiana?
@scimmunù: fetish-gay-sadomaso
@gb: porta pazienza, la mia cacca non è per niente fotogenica
le foto della tua cacca sono un prodotto editoriale.sicuro
Non sapevo di essere un editore…fino adesso non ho guadagnato un cazzo :S
deve tornare a casa, prima o poi, sto tizio…e il figlio gli farà il mazzo, appena scoprirà che per mettere le foto delle mutande della compagna di classe sul blog, il papà ora gli fa pagare le tasse
Ma guarda un po’, lo stesso tizio che aveva comprato quella tuta da schiavo in latex e quel vibratore da 78 cm di diametro al pornoshop di mio cugino.
@mastermax: 78 cm di diametro? deve avere un buco del culo grande come quello di malgioglio
Che discussione dall’elevato sapore culturale…
Se non altro, quest’idiozia ha un nome e un cognome. Saprò su chi rifarmi, caro il mio signor Levi.
Propongo lo scambio di link per aumentare la visibilità sui motori di ricerca.
Tutti coloro che desiderano essere immessi ricordino che saranno eliminati solo i blog che contravvengono alle leggi italiane. Siete pregati di visitare di tanto in tanto il blog principale menti pericolose avendo accettato di essere immessi al suo interno. Nel caso di scambio link dovrete immettere nell vostro blog o sito web l’indirizzo http://mentipericolose.blogspot.com A CUI DOVRETE INOLTRARE LA RICHIESTA vi viene assicurata una visita periodica e continuativa da parte del curatore del blog nel caso accettaste lo scambio.
Il vostro indirizzo verrà inserito alla pagina
mentipericolose-link.blogspot.com
Mi sa che si stanno ammattendo un po’ tutti.
Di questo passo pagaremo i diritti anche acquistando le risme di carta della stampante.
Già… ma tu lo hai visto mentre noleggiava il porno del fine settimana. Dal lunedì a giovedì noleggia quelli per gay. Niente contro, per carità, ma a furia di vedere culi ripresi da dietro, poi gli entrano in testa ed è con quello che pensa. Non è un caso che gli amici lo chiamino “quattroguance”.
Io ho paura di Finardi.
Non il cantante.
Levi non esiste.
Se lo pensiamo tutti insieme intensamente, lui morirà come le fatine di Peter Pan.
sì, finardi agisce freddamente e in modo molto lucido (un perfetto serial killer), ma bisogna ammettere che almeno va dritto al punto in modo chiaro.
levi si è reso conto che forse avrebbe dovuto leggere il decreto per farsi un’idea di cosa dicesse..
Dopo il successo delle primarie del PD il centro-sinistra doveva fare qualche cagata. è la regola.
Queso è uno scoop bello e buono…un bel prodotto editoriale…in questa foto il signor Levi (uno che già dal cognome si capisce quale sia la sua più grande attitudine) fa un pò il verso a Clint Eastwood, non trovate?
Questa è informazione disinformata…
Il ddl non pone rischi per i blogger, essi non rientrano nell’ambito soggettivo del disegno, né i weblog rientrano in quello oggettivo. I blogger non fanno attività editoriale, forse solo qualcuno, ma in generale no.
Qualche sito web (aziendale o non) può anche darsi si occupi di attività editoriale senza autorizzazione formale (registrazione in tribunale) e qui bisognerà approfondire meglio. Ma i weblog no, non centrano nulla. Chi ha un blog ed espone, con esso, i propri pensieri non fa alcuna attività editoriale, né lucrativa né non. E il weblog non è certo un prodotto editoriale.
Qualcosa l’ho spiegato nel mio ultimo post
http://www.lucalodi.it/2007/10/21/ddl-editoria-e-gia-sono-polemiche-dal-web-ma-i-blogger-non-sono-coinvolti/
E’ informazione sbagliata dire che il ddl metterebbe il bavaglio ai blogger. Bastano un’interpretazione letterale ed un sistematica per comprendere come ciò non sia vero.
Cordialmente.
LL
@paz83: è la sua controfigura, infatti.
@loud: nonostante quel che hai detto, rimane un disegno di legge del cavolo. a cosa serve riformare il concetto di editoria su internet?
@loud: pare che invece, per stessa ammissione di levi, interpretando letteralmente il decreto si sarebbe finiti col considerare i blog come prodotti editoriali.. questo non perchè si volesse limitare i blog ma perchè era scritto male il decreto stesso..
‘per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.’
http://www.corriere.it/Media/Foto/2007/10/20/editoria_030807.pdf
ciao
ma come si fa ad interpretare una definizione postulata dal decreto senza prima circoscrivere l’ambito di applicazione secondo il criterio di specialità e le finalità enunciate dal medesimo disegno?
è qui lo sbaglio che mi pare continui ad essere ripetuto, sigh!
ciauz
luca
Gentiloni: «L’allarme lanciato [...] è giustificato: il disegno di legge sull’editoria [...] va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive [...]va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog [...] il testo è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog.»
evidentemente c’era davvero il rischio che la legge potesse venire interpretata in modo diverso da persona a persona, altrimenti nonsi sarebbero trovati nella condizione di dover fare un passo indietro..
è che non lo sanno manco loro… cmq, come dicevo in conclusione sul post, se i parlamentari vorranno precisare allora potremo esser loro grati
Make peace, not war!