Oct  07
5

Asocialità compulsiva

Categorie: Scuola di ladri, inutilità

E così mi ritrovo a qualche mese dalla mia certa morte per assideramento claustrofobico e cerco di non pensare alla sanguinosa guerra che si combatte tra le lande desolate del mio cranio. Guerra in grado di destabilizzare l’equilibrio assiale della mia pupilla sinistra, la quale sembra nuovamente soggetta alle leggi di gravità, e insiste a guardar per terra, come non ci fosse niente che valga la pena di esser visto, quassù.

Succede che da anni le mie trombe di Eustachio si rifiutano categoricamente di percepire ogni suono improvviso e irritante, come il campanello o il telefono di casa. Dev’esser stato un caso, mi trovavo proprio lì, nel tragitto tra camera mia e cucina (unico tragitto conosciuto)(il bagno l’ho proiettato nel secondo cassetto della scrivania, in camera), che l’onda d’urto del citofono mi travolge, e Eustachio o non Eustachio mi trovo costretto ad aprir la porta. Il mio vicino di casa. È il mio vicino di casa dal 2005 ma non ci eravamo mai presentati, 2 anni di anonimato: dev’essere un tipo in gamba, perché neanche io se fossi in lui mi sarei mai voluto conoscere. Ecco che mi trovo a fare la conoscenza di un uomo che, mi sento, saprà rendersi ai miei occhi ancora più invisibile di prima.Lui: Piacere. Diego
Io: Diego! anche il mio cane si chiamava così. Ora è morto. E tu come stai?

Non che io mi curi delle indecenti situazioni quali sono in grado di creare, tantomeno cerco di immedesimarmi nella prospettiva che gli altri hanno di me, che immagino sia piuttosto sgradevole.
È solo che non so rinunciare ai piccoli piaceri della vita, tra i quali registrare improvvisi cambiamenti di umore nei miei interlocutori, sintetizzati nel movimento istantaneo di circa 236 muscoli facciali. (anche se il massimo piacere è battere il cinque a gente sconosciuta dopo esser stato in bagno, senza lavarmi le mani) (dai su, che lo fate anche voi).
Dunque ho avuto uno scambio verbale con una persona, oggi. È piu di quanto potessi chiedere a me stesso, se solo avessi voglia di chiedermelo.
Non che abbia repulsione per il prossimo, cosa che peraltro farebbe di me un individuo asociale maniaco-depressivo (l’esatta diagnosi del mio psicoterapeuta): ci son stagioni che preferisco passarle sotto il sole della mia camera. Stagioni che, nel mio caso, possono durare 23 anni e passa, e si traducono in un sollazzo talmente piacevole che ti ritrovi ad essere indeciso se masturbarti davanti alla tipa di N3tv news oppure prendere in mano libri esotericamente titolati “Grattachecca è il topo o il gatto?” oppure “Anche Ratzinger scoreggia liquidi“.
Stasera, per esempio, mi affaccio al balcone e sputo in testa ai passanti tutta la mia noia repressa.
Se mi cercate ora, sono a far la rivoluzione sul letto a 2 piazze.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 2:37 am | 14 Commenti |
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Oct  07
3

Il parere dell’esperto: Al-Zawahiri e il social-networking

Categorie: Scuola di ladri, video

ce l’ho fatta
ho messo i sottotitoli.
non è mica facile tradurre l’arabo eh, specialmente quando l’intervistato usa termini all’avanguardia come “الوصف المختصر و الشامل” oppure “يقدّم الشريط الدعائي”

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:38 pm | 20 Commenti |
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Oct  07
2

La stagione delle pere secche

Categorie: Scuola di ladri, blog, splindmerd

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 1:22 pm | 25 Commenti |
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