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Biografie possibili: Sandro Bondi


Sandro Bondi nasce da una famiglia di Fox terrier a pelo ruvido nei pressi di Massa-Carrara.

Frequenta con successo la scuola materna, e si distingue per l’abilità del ruttino post-prandiale. Suo padre abusa di lui, ma il piccolo Sandro sembra non risentirne: più volte, da adulto, durante le sedute psichiatriche, confesserà che i dolori dell’infanzia lo porteranno a cercare invano figure paterne da sostituire al suo vero padre, figura che troverà molti anni dopo in Silvio Berlusconi.
Dopo un’adolescenza piuttosto triste, che potrebbe essere riassunta con 3 semplici frasi – non ho da scambiare, mi passi la gomma, se Pluto è un cane e Pippo è un cane, perché Pluto non parla e Pippo sì? – Sandro si fa travolgere dalla passione politica, una passione talmente forte che lo vedremo cambiar periodicamente partito di appartenenza. Comincia col Pci, corteggia il Psi, fa l’occhiolino alla Dc e dà il culo a Forza Italia.
Da coordinatore nazionale azzurro, Sandro raggiunge la popolarità; riesce a farsi strada tra i lacchè del primo ministro, fino a diventare sua fedele consigliera (il femminile non è un errore di battitura). Esterna pubblicamente la sua devozione e ammirazione nei confronti di Berlusconi, una devozione sfociata in una lunga serie di poesie a lui dedicate, la maggior parte a sfondo pornografico, celanti un’omosessualità repressa e un bisogno di protezione frutto dei maltrattamenti subiti da piccolo.
Si guadagna la fama di letterato, cura una rubrica di poesie sul settimanale Vanity Fair, e raccoglie la stima dei colleghi: “Sì, ma senza la preziosa esperienza di uomini come Sandro Bondi non si va da nessuna parte” ha dichiarato Daniele Capezzone, durante un attacco di diarrea.
Oggi la sua presenza in politica è di fondamentale importanza per le sorti del paese: infatti ogni seduta al senato viene aperta con un suo componimento, mai trasmesso dalla televisione, perché, a detta di molti, è una schifezza, uno schiaffo alla cultura, una merda, ci piscerei sopra.
Sandro bondi non è ancora morto.

Chiudiamo con la sua ultima opera intitolata:
O Il mio buco è troppo stretto o il tuo cazzo è troppo grosso

Scendi in campo
Anima divina
Passione azzurra

Il culo stavolta no

Il culo stavolta no

Ahia

06.12.07 | Acutezze, Politica | 27 Commenti

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