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Dire, fare, mangiare, lettera e censimento


Con le catene sono indietro col lavoro. Scriverò un post su “come sei diventato blogger” (gentilmente concesso da chiara* e gianl) quando avrò più tempo a disposizione, e soprattutto quando mi sentirò veramente un blogger.Oggi raccolgo la patata bollente lanciata da Viola (sì, “patata bollente” ha più di 1 significato nascosto) che se non mi sbaglio dovrebbe essere dire fare mangiare lettera e censimento (anche se avrei preferito “dire di andare a castrare un setter dopo il concepimento”)

Dire: Nell’epoca del web 2.0, “dire” è equivalente a “chattare”. Quindi vorrei dire (sempre in modo 2.0) che uso i social network per vendere gli oggetti più inutili che da anni giaciono nella mia cantina a prender la muffa. ad esempio la settimana scorsa ho venduto mia nonna per 20 euro a un metalmeccanico di Brescia.

Fare: Vorrei poter rischiare di più nella vita. Vivere sul filo del rasoio. Assaporare il gusto del pericolo e ridere in faccia alla morte. Per iniziare, stipulare un mutuo a tasso variabile anzichè fisso. Paura eh?

Mangiare: Forse era baciare. Ma in fondo, mangiare e baciare non la stessa cosa? (no). Va bene. Comunque a me il cibo etnico mi fa venire la cacca molle.

Lettera: Caro Carlo Rossella, per i tuoi anni al tg5, per quella copertina di Panorama, ma soprattutto per la vicenda Niger-gate, ho solo 2 parole per te, anzi 3: Io – ti – ucciderò.

Censimento: vorrei fare una statistica (e, per Dio, la farò) riguardo gli italiani e le barche. Quanti di voi hanno una barca? Che in questi anni di aragoste al pepe verde, vagine depilate e Porto Cervo, sarebbe anche utile averne una, giusto per atteggiarsi un po’. Io non ce l’ho, ma sto pagando a rate un pedalò. è già qualcosa.

passo la catena a Beppe Grillo, Sw4n, Markuzzo, Corriere online e Non solo pene

04.12.07 | Cose | 19 Commenti

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