Si parla tanto di intercettazioni adesso, se sia giusto pubblicarle o no, se siano reali oppure inventate (ah, ancora nessuno l’ha insinuato?) ..beh, io molto più semplicemente mi chiedevo: ma sono davvero così idioti?
Cioè, al giorno d’oggi qualsiasi ragazzetto che abbia superato i 5 anni sa che per chiedere all’amichetto di portargli del fumo non deve alzare la cornetta di casa, fare il numero, chiamarlo per nome e dirgli ‘uè fratè, non è che mi porti 20 euri di quella ganja che coltivi in casa che, ccioè, sono tropppoo in scimmia, madò, non c’hai manco idea di quanto..’.
E anche dire ‘ste cose per messaggini si sa che non va bene.
No, al limite si dice ‘ciao fratè, hai mica due pizze da portarmi che c’ho fame? ..e già che ci sei compra due pizze per dopo che poi mi viene fame’.
Insomma, mi scoccia un po’ che i politici pensino di poterci sbattere in faccia, impunemente e con arroganza, le loro telefonate e invece i giovani che si voglion fare le canne debbano parlare in codice passando, tra l’altro, per bestie all’ingrasso..
Durante l’antipasto: SdL: vi ho già raccontato di quella volta che mi sono puntato il phon incandescente dritto nelle palle, per vedere quanto tempo riuscivo a resistere? (la nonna di sdl, schifata, si strozza accidentalmente con un gamberetto)Prima portata: spaghetti alle vongole SdL: mmm, queste vongole hanno un profumo, che mi ricordano nonno Ernesto. Nonna: ma..nonno Ernesto è morto.. SdL: appunto
Seconda portata, sdl sensibilmente ubriaco intrattiene i parenti over 80: SdL: pensa a un numero
A: fatto SdL: dimmelo
A: 34 SdL: il numero è 34
A: wow! come hai fatto?
la serata si è conclusa con la distribuzione dei regali. per quanto mi riguarda:
-a mia zia divorziata, un libro intitolato “il suicidio e altri 10 metodi per liberarsi dall’angoscia della vita”
-a mia nonna analfabeta, un saggio di letteratura d’avanguardia ungherese
-ai miei genitori un fantastico set di stuzzicadenti con le bandierine delle nazioni europee
-a mio nonno, che da anni si accolla i punti che il sottoscritto perde dalla patente, un bellissimo manuale stradale: “guida pratica per beoti al volante”
son fatto così. ho il cuore grande. e la sensazione che quest’altr’anno me lo passo da solo, il natale.
Per un agnostico/ateo i giorni tra il 23 e il 26 dicembre sono l’ennesima prova della rincorsa umana verso l’ideale babbeo della pecora che fa una cosa perchè tutte le altre ci credono ciecamente.
Si chiede anche se, quando saremo davvero una civiltà tollerante e multietnica, festeggeremo anche il ramadan, i sabbat, lo yom kippur e la festa dell’amore.
Per una agnostico/ateo che non crede nemmeno nella forza dei legami famigliari, poichè li considera dettati da un generico albero genealogico che ci ha dotati tutti di almeno una zia rompiballe e un parente con principio d’alzheimer, e che sa benissimo quanto la parentela sia un semplice rapporto genetico che nulla ha a che fare con stima ed affetto, le cose diventano ancora più tristi e incomprensibili.
Ma noi poveri miscredenti, infondo, non ci lamentiamo di stare in casa a non fare una mazza, abboffarci e ricevere regali; e forse è semplicemente per questo che a Natale siamo tutti più buoni.
Se poi volete mettervi a fare discorsi su quanto le feste siano sempre più consumistiche e bla bla bla andate da qualche altra parte a spargere le vostre malsane idee depressive e godetevi un po’ la vita, santo cielo.
Il mio passatempo preferito del sabato pomeriggio è scaricare le ultime puntate delle più svariate serie tv, da Dexter a Jericho, da Californication a Prison break, per poi sbandierare i finali di stagione in tutti i forum della rete (anche quei forum che con le serie tv non hanno niente a che vedere, tipo il forum dei circoli della libertà o quello dei gay-sadomaso romagnoli)
Siccome mi trovo in un periodo di stallo, dato che, a quanto pare, anche in USA la programmazione di telefilm è in pausa per questa stramba abitudine degli esseri umani che sono le vacanze di natale, mi ritrovo desolatamente solo, ad affrontare a muso duro l’ipocondria che mi perseguita: il mio grado di vulnerabilità ai falsi allarmismi è talmente alto che ad ogni piccolo mal di testa mi convinco di aver la più grave forma di meningite (una vulnerabilità che mi costringe ad evitare cibi che hanno a che fare con mucche (mucca pazza) e polli (aviaria). a questo punto manca la sindrome del maiale schizofrenico e del cavallo depresso per farmi diventare completamente vegetariano). Dicevo, le preoccupazioni varie ed eventuali mi impediscono di trovare la giusta ispirazione per scrivere qualcosa, quindi approfitto del momento per rispondere a una sottospecie di catena.Baol ci ha onorato del suo personalissimo Thinking award (5 Blogs That Make Me Think)
(mi vien da dire al caro Baol che, se questo blog ti fa pensare, allora non sono l’unico ad avere qualche problema di capoccia)
A mia volta consegno il premio a:
- Chinaski77, (che ultimamente cambia il colore del template ad ogni starnuto) perchè ogni suo post è una perla in questo mare inquinato dal qualunquismo blogosferico.
- Gianl, perchè è il blog che seguo da più tempo, e non mi ha mai lasciato insoddisfatto.
-Leonardo, perchè riesce a scrivere le cose che io penso, e che non sono capace di scrivere (ecco, anche questa frase è un esempio della mia incapacità).
-Giavasan, perchè trova gustosi giochi online, grazie ai quali perdo ore e ore della mia esistenza davanti al computer.
-Madmac, perchè a volte mi vien da pensare che lui sia me, in versione calbrese.
Piccoli delinquenti crescono.Vincenza Pastorelli, nel 1969 vinse lo zecchino d’oro con la canzone «Volevo un gatto nero» , oggi è accusata di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione e di spaccio di cocaina ed eroina.
ecco la canzone originale
e qui il remake di dicembre 2007:
dirige l’orchestra Pippo Cannelunghe
canta Vincenza Pastorelli
Volevo un grammo d’ero, ero, ero scaldata nel cucchiaio è come piace a me, Volevo un grammo d’ero, ero, ero però è tagliata male non te la pago più.
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