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Il fantasma


Gli occhi incollati al televisore, ingurgitando scatole intere di Togo Pavesi al cioccolato al latte, cerco invano di elaborare il lutto, possibilmente evitando di mettermi a piangere come una bambina cui hanno appena annunciato la morte del suo orsacchiotto (per mano del senatore Barbato).
Io, nella fiducia, ci avevo un po’ sperato. fantasma Non che questo governo mi abbia entusiasmato, tuttavia tengo ben presente la squallida alternativa. Il fantasma del nano maledetto aleggia nell’aria, pensavo che ormai fosse morto, sparito, sciolto nei forni crematori della storia repubblicana, e invece riesce ancora a solleticare quella parte della memoria che, con mesi e mesi di psicoterapia, avevo faticosamente cancellato. E proprio quando ero convinto di riuscire a mantenere il controllo dei miei nervi, arriva la mazzata che mi riporta indietro negli anni: ore 23.53, Berlusconi:

L’altra volta ci abbiamo provato, ora spero che si possa fare una riforma della giustizia

e il flashback è drammatico: le rogatorie internazionali bloccate, la legge Cirami, l’ex-Cirielli, e tutta una serie di provvedimenti atti a rimodellare il buco del culo della magistratura alle dimensioni del pene di Berlusconi. L’Italia è ormai abituata a convivere con gli ossimori, ma Silvio-giustizia è un incubo che si ripete, e non lo posso accettare; un impeto autolesionista mi risucchia in una morsa distruttiva, fino alla desolante immagine di me stesso che cerco di impiccarmi con il laccio della zanzariera. A questo punto non voglio illudermi con l’idea di un governo tecnico. Sono triste e talmente rassegnato che potrei anche metter su una lista civica targata Beppe Grillo. Che per me è un altro modo per dire “hai toccato il fondo”.

Domani esporrò le mutande a mezz’asta, in segno di lutto.

25.01.08 | Politica | 20 Commenti

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