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perdite immaginarie del bidet


Finora questi X anni di università, con un ammontare di esami che non scende sotto i 10 ma nemmeno sale sopra i 20, mi hanno insegnato a dare un nome a quel mio singolare modo di reagire urlando con le lacrime agli occhi e qualche contrazione nervosa lungo gli arti ogni qualvolta mia madre (spia al servizio di non so ancora quale organo parastatale) si metta a fissarmi per capire cosa io stia facendo e che poi, per fare finta di niente, tiri fuori dal cilindro una domanda a caso tra le solite tre: vai in università?, hai vestiti da lavare?, torni per cena?.
In realtà non succede solo quando mi fissa mia madre; anche la cameriera che mi guarda chiedendo cosa voglio da bere mi innervosisce parecchio.
Cmq, dicevo, ora posso dare un nome a tutto ciò: disturbo paranoide di personalità. Ed effettivamente è anche bello da dire.
Purtroppo, invece, non ho ancora dato l’esame in cui ti spiegano cosa produca allucinazioni raffiguranti il proprio bagno che si allaga inesorabilmente; ma spero di arrivarci prima di impazzire completamente.
Mi piacerebbe anche sostenere qualche esame di filosofia e giungere a dimostrare che, ebbene sì, io sono Dio..al chè la mia paranoia salirebbe a livelli stratosferici per la paura di divenire un puro non-essere pensante (‘fan_ulo a Cartesio) in preda ad allucinazioni sul dissolvimento graduale del mio corpo.

24.01.08 | Acutezze, CaccaSpray, Cose | 6 Commenti

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