Finora questi X anni di università, con un ammontare di esami che non scende sotto i 10 ma nemmeno sale sopra i 20, mi hanno insegnato a dare un nome a quel mio singolare modo di reagire urlando con le lacrime agli occhi e qualche contrazione nervosa lungo gli arti ogni qualvolta mia madre (spia al servizio di non so ancora quale organo parastatale) si metta a fissarmi per capire cosa io stia facendo e che poi, per fare finta di niente, tiri fuori dal cilindro una domanda a caso tra le solite tre: vai in università?, hai vestiti da lavare?, torni per cena?.
In realtà non succede solo quando mi fissa mia madre; anche la cameriera che mi guarda chiedendo cosa voglio da bere mi innervosisce parecchio.
Cmq, dicevo, ora posso dare un nome a tutto ciò: disturbo paranoide di personalità. Ed effettivamente è anche bello da dire.
Purtroppo, invece, non ho ancora dato l’esame in cui ti spiegano cosa produca allucinazioni raffiguranti il proprio bagno che si allaga inesorabilmente; ma spero di arrivarci prima di impazzire completamente.
Mi piacerebbe anche sostenere qualche esame di filosofia e giungere a dimostrare che, ebbene sì, io sono Dio..al chè la mia paranoia salirebbe a livelli stratosferici per la paura di divenire un puro non-essere pensante (‘fan_ulo a Cartesio) in preda ad allucinazioni sul dissolvimento graduale del mio corpo.


a proposito di gente un po’ disturbata
mia madre, invece, ogni volta che esco mi dice di non bere… giuro che non scherzo!
triste la cosa…
a me invece dice di tornare con entrambi gli orecchini a casa..visto che sono incline alla loro perdita in stati di poca lucidita!!!
sai che direbbe leggendo questo post?
“Vedo che allora impari qualcosa in questa università, non sono tutti solod buttati…”
sai che direbbe leggendo questo post?
“Vedo che allora impari qualcosa in questa università, non sono tutti soldi buttati…”
no, ti sbagli. gesù cristo sono io, e tu non sei mio papà!
ti ficco tra le mie letture. non so se ne sarai entusiasta.