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Il partito della vita


Qualche tempo fa non capivo il senso di proporre una moratoria per l’aborto in contemporanea con la moratoria per la pena di morte, due cose completamente diverse ed erroneamente collegate l’una all’altra. Oggi capisco tutto: Ferrara si era creato le basi per scendere in campo. Ora, non so cosa potrà aggiungere il partito pro-life al panorama politico italiano, anche perchè, al di fuori del tema aborto, legge 194, eugenetica e staminali, un partito che si basa sulla difesa della vita non sembra avere una precisa identità politica. A meno che non esistano le finanziarie per la vita, oppure le riforme della giustizia della vita (che non vuol dire ergastolo). Ma anche politica estera pro-life, e questo contraddice a pieno l’idea del neo-con Ferrara, favorevole a tutte le guerre del mondo, persino a quella che si sta combattendo all’interno del suo stomaco, tra i succhi gastrici e i bomboloni alla crema.
Allora bisognerà esplorare questo fantomatico 4-6% che secondo me, dai, è un pò esagerato. Mettiamo che i lettori del Foglio lo voteranno, ok, un migliaio di telespettatori di Otto e mezzo. Una manciata di integralisti cattolici e qualche daltonico che sbaglia a metter la croce. Nella migliore delle previsioni, non arriverebbe allo 0,7%. E nonostante questo, dice che potrebbe anche correre da solo. Beh, io a correre non ce lo vedo, semmai rotolare. Rotolare fino ad essere bloccato dal preservativo dello sbarramento al 5, che gli impedirà di accedere all’utero della poltrona di palazzo. (scusate, ma l’idea di un Ferrara che non riesce a entrare in parlamento mi evoca l’immagine di una contraccezione intelligente)

12.02.08 | Politica | 9 Commenti

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