Una domenica come le altre
Categorie: Scuola di ladri, politica
Sveglia alle 6 e mezzo, alle 7 sono già davanti alla scuola elementare a fumare sigarette su sigarette. Un impegno concreto: essere il primo a votare. Non tanto per quello che significa essere “il primo” (sò bene che i primi a votare sono gli scrutatori), quanto per una questione di coscienza, la quale di fronte a situazioni stressanti mi impone di affrontarle in fretta e furia, così da togliermi dal groppone il pensiero e le eventuali preoccupazioni/ripensamenti. Ma non solo questo: dato il mio ormai scontato istinto di sfidare le istituzioni, qualunque esse siano, ho ben pensato di portarmi appresso ogni strumento tecnologico in grado di mettere in difficoltà il presidente di seggio. E dunque entare fieramente con 2 fotocamere digitali, un cellulare e una vecchissima Kodak usa e getta, e aspettare la faccia indignata dei presenti che mi obbligano di riporre il materiale. Incredibilmente, nessuno mi ha chiesto se avevo dispositivi digitali, quindi una volta entrato nella cabina avrei potuto realizzare un servizio fotografico degno della copertina di Vogue, con effetti luci e ombre in sequenza riprese da tutte le angolazioni possibili (anche dal basso). Anche qui, mi sembrava inutile, visto che non c’era nessuno fuori dalla scuola a passarmi i 50 euro nel caso avessi voluto vendere il voto. Questo per dire che il decreto legge sui telefonini non è stato rispettato (anche se non credo che alle 8 di mattina lo scrutatore abbia la voglia e la carica energetica per “scrutare” nei miei pantaloni).
Altra cosa, nelle regole per la votazione non si specificava di fare una “croce”, ma qualsiasi segno distintivo, che so, una barra, un più o un meno. Ecco, io ho disegnato quello che il presidente di seggio (suppongo) dirà essere una perfetta raffigurazione di un organo genitale maschile. Con sgomento dei presidenti di lista, saranno obbligati a registrare il voto, perchè di segno distintivo si tratta.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 7:00 pm | |
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13 Commenti su “Una domenica come le altre”
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Capperi, sai che non ci avevo mica pensato, in effetti non specifica l’identità del segno idoneo, a saperlo facevo un falce e martello…giusto per dare a intendere che il mio era un voto dato in seguito ad uno strazio interiore non da nulla!
cacchio, ti giuro che per fare quella maledetta X avevo la mano che tremava e ho sudato freddo per la paura di andare fuori dal bordo!
cmq se domani diranno che tante schede sono state annullate per ‘utilizzo di segni distintivi inappropriati’ sapremo a chi rivolgerci..
“vota antonio, vota antonio..”
L’importante è che non sia stato abbastanza lungo da coprire due caselle vicine…
Reportage degno delle “Iene”!
E io che mi sono limitato a scorreggiare nella cabina, sperando che l’elettore che mi seguiva votasse PdL…
Ahah.. sei un genietto del crimine! ^^
E comunque noi abbiamo un’altra cosa in comune…
E non mi riferisco al cazzo distintivo.
Ora non resta che attendere. Io Domani sera sarò in in circolo di amici con la trombetta da carnevale e la bandierina… Ovviamente di marzapane in caso le cose non vadano come sperato.
DMC
Io ho votato me stesso, è stato un atto dovuto, ho provato un brivido, toccando così il picco di egoismo assoluto.
si
A voler essere pignoli, gli scrutatori in genere non scrutano nel seggio elettorale a cui sono iscritti, a meno che nel paese ci sia un solo seggio elettorale.
Detto questo: Complimenti, sei stato il primo elettore a portare a termine il proprio dovere!
@Dave: ho visto, anche se mi pare sia difficile dalla tua posizione in lista riuscire ad entrare. ovviamente te lo auguro, e mi aspetto che se entri in parlamento mi passi come minimo qualche buono-pasto o alloggio gratuito a Roma. (ps: non puoi aver votato te stesso, non ci sono le preferenze. e ti dirò, se ci fossero state, ti avrei votato anch’io)
Brava, voto nullo. “Scritture e segni tali da far ritenere che l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto”. Il cd partito del c…. :O
IO non sono andato…
…non sono bravo nel disegno come te
Be’, ne’ noi scrutatori ne’ i carabinieri al seggio avevamo il potere/diritto di perquisire… solo quello di dire “Se avete il cellulare lasciatelo fuori, grazie”; m credo che l’80% delle signore con borsetta siano entrate con il cellulare…
Anch’io ho avuto la stessa idea. Delitto e (niente) castigo: http://vogliosapere.iobloggo.com/archive.php?eid=461
In realta’ solo la X e’ accettata, perche’ altri simboli potrebbero essere riconoscibili e concordati a priori per vendere il voto.