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Cu-cu-cultura


Mi rendo conto che parlar male di Bondi è come sparare sulla croce rossa (anzi, ex-rossa). Per questo oggi ne parlerò bene.
Pochi giorni prima della nomina dei ministri avevo pubblicato una poesia, anche per mettere in luce la sua rinomata capacità espressiva e il patrimonio che può rappresentare per il nostro paese. Uno sforzo inutile, dato che nel preciso momento in cui Mastella ha sfiduciato il governo, già tutti sapevano che il ministero della cultura sarebbe stato suo.
E questa poltrona, checchè ne dicano gli esperti, è calda e pericolosa almeno quanto quella della giustizia. Perchè? la risposta è semplice: praticamente tutti i politici che nella storia recente hanno ricoperto questa carica, accettando l’ingrato compito, hanno decretato l’inizio di una parabola discendente della loro carriera politica. è una specie di “ministero hara-kiri“. Veltroni, Melandri, Urbani, Buttiglione, Rutelli. No, non è una squadra di calcetto. Personalità di spicco assuefatte alla poltrona e sconfitte nelle loro imprese successive: Veltroni e Rutelli i grandi perdenti di oggi, Buttiglione lo zimbello di europa (per dire, i suoi figli si vergognano di averlo come padre. Se li fermi per strada e dici “ah, ma voi siete i figli di Buttiglione!” loro si offendono e scappano via piangendo), la Melandri che verrà ricordata solo perchè è la più scopabile del centro-sinistra (dopo Rosi Bindi, ovviamente) e Urbani, anche lui famoso per la telefonata Berlusconi-Saccà (“Non capisco Urbani che fa lo stronzo, no?!”). Nomi pesanti per una poltrona pesante. E ora Bondi. Un compito arduo, quello di invertire il trend. Ma lui ce la farà, nonostante le difficoltà: infatti, la sua vita sarà ora più che mai sotto i riflettori soprattutto per l’artista che è in lui (“l’artista che è in lui”: curioso come il doppio significato di questa frase sia così azzeccato quando si parla di Bondi), e sarà proprio questo fattore che darà al neo-ministro l’occasione di emergere dallo squallore dei suoi predecessori: lui HA una cultura. Finalmente il mondo potrà conoscere il suo repertorio di poesie, e un stile tutto nuovo che ricorda tanto Baudelaire (anche lui è un poeta maledetto. nel vero senso della parola) ma con un pizzico di Decadentismo in più (anche lui, come D’annunzio, si fa i pompini da solo, o almeno ci prova).
Nell’augurargli buona fortuna e buon lavoro, pubblico un’ultima perla trovata tra gli scheletri del suo armadio.

Silvio dentro
vita vissuta
cuore spezzato
gambe aperte
buco grosso
sperma un pò salato
mi passi lo scottex?

P.s: Anche la blogosfera, per dire, si è accorta della sua presenza, qui un blog dedicato a lui.

13.05.08 | Politica | 10 Commenti

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