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Serata da ricordare


Al cinema in fila (saremo stati in 4) per comprare il biglietto de “I demoni di San Pietroburgo“, sento una tizia dietro di me che dice, parlando con un’amica: “eh! Dostoevskij è il mio poeta tedesco preferito, dopo Thomas Mann ovviamente”. Ecco, mi ha già rovinato il film; ho resistito ai conati di vomito, mi son girato, ho cambiato fila e ho optato per “Gli ultimi della classe“, definito da alcuni il sexy movie all’italiana di nuova generazione (nuova generazione solo perchè a quanto pare il protagonista ha un blog. grazie al cazzo, siamo nel 2008, chi non ce l’ha?) e siccome il mio pisello coi sexy movies anni 80-90 c’è cresciuto, un piccolo sforzo in ricordo dei bei tempi lo avrei fatto volentieri. Ma c’era questa fila così estranea, età media 15 anni, profumo D&G mescolato alla puzza di fonzies e sperma sui pantaloni, risatine e brufoli, gel e squilli di cellulare. Non ce l’ho fatta. Mi metto in fila per Gomorra, ma quel tizio davanti mi dice che se ho già letto il libro allora non ne vale la pena, perchè il libro è molto meglio e comunque 7 euro son sempre 7 euro e alla fine questo neo-neo-realismo lui proprio non lo capisce, gli chiedo cosa ci fa lì, e mi dice che sta comprando il biglietto per suo figlio, ma lui col cazzo. Mi sposto in un’altra fila, quella del bar. C’è un obeso con il broncio che è appena stato servito, e mi dice che le porzioni dei popcorn sono ridicole, le Pringles sono finite, e tra l’altro la coca-cola è annacquata e negli hot dog non ci mettono la maionese. Mi giro, entro in macchina, torno a casa, accendo la tv, c’è X-Factor. Provo a seguirlo, mi addormento in meno di 4 minuti.

Riflessione mattutina: ho risparmiato soldi (e ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato) e ho avuto l’ennesima conferma che il cinema, inteso come locale, non fa per me. Mai come oggi apprezzo il momento storico in cui viviamo: il progresso tecnologico da una parte, il limbo di normative sul copyright dall’altro, ci permette di scaricare film illegalmente e rimanere impuniti “perchè tanto lo fanno tutti”. Questo per dire che finchè ho il peer to peer, il silenzio, il letto, una birra fresca e la possibilità di mettere in pausa quando mi pare, al cinema non ci metto piede. A meno che non mi offriate il biglietto e un tubo di Pringles alla paprika. Solo in tal caso accetterei.

28.05.08 | Acutezze | 14 Commenti

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