Posso giustificare la mia temporanea negligenza “da blogger” con un mix di fattori: euro2008, caldo, esami universitari. L’ordine delle 3 cose non è casuale, ma per importanza.
1 – euro2008: non riesco a concentrarmi su niente che non sia il calcio. Ho dovuto affrontare le situazioni più imbarazzanti quando la mia ragazza mi chiamava a casa per chiedermi cose che neanche io, presunto esperto, so spiegarmi (perchè la bandierina è di quel colore? perchè i giocatori entrano in campo con i bambini? se si fa male l’arbitro e il quarto uomo, chi entra? esiste un quinto uomo? e se esiste, dov’è? perchè l’italia è azzurra? e se nessuno sbaglia i calci di rigore? si va avanti all’infinito? e così via..), tuttavia, l’uscita dell’italia mi permetterà di togliermi dalla testa quell’odioso po-popopo che in 2 anni ero quasi riuscito a dimenticare completamente. Ah, e la Russia spacca.
2 – caldo: non posso muovermi dalla mia camera, ho impostato il climatizzatore a 19 gradi e ogni volta che esco per andare in bagno lo sbalzo climatico mi provoca diarrea e vomito. Il lato positivo è che stavo, appunto, andando in bagno. Dunque il mio tempo lo passo prevalentemente a letto o sulla tazza del cesso.
3 – esami universitari: lasciamo perdere quella prova scritta in cui non riuscivo a compilare la casella “Esame scritto di ….” perchè non mi ricordavo il nome della materia. Per il resto, tutto bene. Cioè, la maggior parte del tempo la passo a colorare con l’evidenziatore verde i capelli della persona che si siede davanti a me, e cerco ogni volta di stabilire il record di consegna super anticipata. La laurea è lontana, ma come dice il proverbio: chi va piano va sano e va lontano. Non l’ho mai capito questo proverbio, ma almeno mi lascia qualche speranza per il futuro; conto di laurearmi prima dei mondiali 2010. Ho detto prima dei mondiali, perchè durante è impossibile, vedi motivazione numero 1.
Tornerò presto a scrivere quasi quotidianamente, lo giuro sui miei figli (che non ho, e se Dio Durex vuole, non avrò mai)
24.06.08 | Acutezze | 16 Commenti
Oggi Studio Aperto proponeva un servizio riguardante il dramma dell’anoressia. Una cosa seria, diceva la giornalista, un problema che affligge sempre più i giovanissimi (12-13enni). E bisogna curarla in fretta, sennò, vedete le immagini, poi si diventa come loro, ossa e poco più, guardate che schifo, bleh! il tutto incorniciato dalla solita musichetta pseudo-drammatica in sottofondo. Poi linea allo studio e..
- reportage sulla prova costume patrocinato dalla figona di turno
- presentazione di una linea di abbigliamento femminile ispirata all’esercito italiano (il motto era: “stare alla moda è una guerra”. vomitate pure)
- giovani: come si vestono per l’esame di maturità?
- sfilate di moda milanesi (un classico)
La linea rossa tra anoressia e coolness passa da Studio Aperto, che non vuole (o non riesce a) capire quanto la linea sia sottile, e quanto sia ipocrita l’altra linea: quella editoriale. Magari ogni tanto se lo chiedono, i giornalisti in redazione, perchè il fenomeno anoressia è sempre in aumento, come e quanto la società influenza i giovani, quali e di chi sono le responsabilità (almeno in parte) di un dilagare di taglie x-small. Ma poi tornano a giocare a Tetris, e il quesito rimane. Di sicuro è un disturbo genetico, concluderanno mentre il capo-redazione mescola le carte da briscola, infatti capisci di essere attratto dal mondo dell’anoressia già da ragazzino, quando nell’aula di scienze ti fai le seghe davanti allo scheletro di plastica. Ecco la fonte del problema! il prossimo servizio lo dedichiamo alla pericolosità delle lezioni di scienze e biologia. Sempre che riusciamo a infilarlo tra il matrimonio di Briatore e le mogli dei calciatori di Euro 2008.
19.06.08 | Tv & Co. | 18 Commenti
Perdiamo le partite, ma non perdiamo la fastidiosa abitudine made in Italy che consiste nel trovare le più innumerevoli giustificazioni di fronte a una disfatta. Nessun giornalista, nessuno, che dicesse le cose come stanno: l’Olanda è semplicemente più forte dell’Italia. Tutto qui. Non per colpa dell’arbitro, del caso, dello stress da favoriti, della mentalità, dell’oroscopo e di Dio. Siamo una squadra mediocre, punto.
E attendo con ansia il momento in cui i tanto odiati Rom, per vendetta o per dispetto, ci sbattano fuori dall’europeo nei modi e nei tempi con cui noi li sbattiamo fuori dai loro campi: a bastonate nei denti, nel sonno.
(comunque la partita più interessante finora è stata Germania-Polonia; il telecronista, a forza di pronunciare nomi impossibili, tra Zewlakow e Baszczynski, Schweinsteiger e Krzynowek, si è morsicato la lingua talmente tante volte che a fine partita l’hanno portato fuori dallo stadio in barella. Per lui carriera finita.)
10.06.08 | Acutezze | 19 Commenti
Evito i vegani come la peste. Che nome stupido. Vegani. Qualche anno fa credevo fossero fans di Star Trek o al limite aspiranti scientologisti. I vegetariani ho imparato a sopportarli, nonostante la loro ferma e fastidiosa convinzione di essere eticamente superiori a tutti. I vegani no. Ho scoperto di recente che le donne vegane non ingoiano sperma perchè trattasi di materiale derivato da un essere vivente. Puoi stare giorni e giorni a spiegarle pazientemente che tu non sei nè sfruttato nè commercializzato, che quella roba lì non è “latte di uomo” ma semplicemente un composto di proteine e sali minerali: niente da fare, niente ingoio (era forse meglio scientology?).
Beh, qualche giorno fa c’è stato il Veggie pride a Roma. Come capire che è il Veggie Pride? semplice: tutti i partecipanti sono sottopeso (vedi foto) e devono andare in bagno ogni mezz’ora (con tutta la zuppa di farro che ingollano). Per quanto mi sforzassi a entrare nella mentalità Veggie, il mio pensiero è andato al porchettaro di turno, che quel giorno si è alzato alle 8, ha lavorato come al solito in uno spazio angusto sotto il caldo della piastra e il sole di Roma, sorridendo cortesemente ai passanti mentre questi lo ignoravano con disprezzo, per poi chiudere baracca e tornare a testa bassa dalla moglie che lo ha rimproverato di non guadagnare abbastanza, che se continua così non riescono a finire di pagare il mutuo e che forse è il caso di vendere la loro piccola neonata perchè non hanno più i soldi per comprarle i pannolini. Tutto questo per colpa del Veggie Pride. Sarò superficiale e anche un poco stronzo, ma se facciamo morire di fame i porchettari per salvare le vite dei maiali, allora paradossalmente noi stessi siamo un ostacolo alla sopravvivenza della (nostra) specie. E (come disse la ragazza vegana) questo non mi va giù. Va contro ogni istinto di autoconservazione che è stampato nel codice genetico di tutti gli esseri umani. Delle due l’una: o i Veggie non hanno il codice genetico, o, più probabile, non sono esseri umani. Chi sono? da dove vengono? E soprattutto, per quanto tempo ancora devono restare sulla terra?
05.06.08 | Niente | 29 Commenti
1. non ricordi la password e/o l’username. Spesso ti confondi con la password della tua casella mail e l’username di MyBlogLog. Ala fine riesci a entrare per tentativi, ti riprometti di annotare i tuoi dati sensibili da qualche parte, ma non lo farai. Nei casi estremi ti dimentichi l’indirizzo del blog, e devi cercarlo su google digitando parole chiave (tipo pompino, scopare, ratzinger etc..).
2. visiti il blog come si visita la vecchia nonna che abita al piano di sopra. Lo fai un paio di volte alla settimana, più per dovere (e pietà) che per piacere.
3. non riesci a terminare una lista di 10 punti
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04.06.08 | Blog | 13 Commenti
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