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A che ora è la fine del mondo? che devo puntar la sveglia


Ogni volta che si parla di fine del mondo c’è sempre qualcuno che aspetta il momento fatidico con un luccichio di speranza negli occhi, nell’illusione che non sia l’ennesima previsione azzardata di qualche scienziato ipocondriaco forte. Sebbene non mi dispiacesse l’idea di essere risucchiato da un buco nero – evidentemente ignoro qualsiasi definizione alternativa di buco nero che non sia quel buco nero (nero quando è buio, se ci infili un neon diventa azzurro, con una luce laser diventa rosso, con l’accendino meglio non provare) – e siccome nella mia lista delle 100 cose da fare prima di morire ne mancano ancora 99 (nascere l’ho spuntato) e tutte 99 infrangono i 10 comandamenti, il codice penale e le norme di sicurezza della Coop, attendo con ansia che arrivi DAVVERO la vigilia del giorno dell’apocalisse.
E mi immagino anche come sarà: tutti a scopare per strada, donne con donne, uomini con trans, suore con cavalli, pensionati con carte da briscola (pinnacolo per i più audaci). Finalmente potremmo pisciare dal balcone, parcheggiare in zona handicappati, fumare nelle aree di divieto e non fumare nelle aree per fumatori, sperimentare tutte (e contemporaneamente) le droghe pesanti, girare nudi in bicicletta, picchiare le vecchiette, rubare, uccidere e peggio di tutte tumblrare le frasi dal proprio blog.
Ecco, se davvero fosse esistita una percezione benchè minima di pericolo-apocalisse, fidatevi, il mondo non avrebbe reagito come ha reagito “e quindi domani è la fine del mondo, ma ora passiamo alla notizia principale: Gattuso si è rotto un polso “.
Dateci dentro con quei protoni, scienziati da strapazzo! e smettetela di incantarci con false speranze.

11.09.08 | Acutezze | 5 Commenti

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