Poco da dire sulle vacanze. Sono tornato, innanzitutto. Non ho mai fatto il bagno (ho paura delle meduse), non ho mai preso il sole (ho paura dei tumori) e odio le passeggiate in riva al mare (ho paura della gente che cammina obliqua), in sostanza era come essere a casa, ma con tante fritture di pesce in più.
Unico divertimento: infilare manciate di sabbia nelle mutande della mia ragazza mentre dormiva sul lettino, provocandole dolorosissime cistiti che ha cercato di alleviare grazie a massicce somministrazioni di Tantum rosa, entrando così a far parte di quella piccola schiera di imbecilli che anzichè applicarlo nella zona interessata, lo hanno mangiato (ps. se il tizio del tantum verde lo chiamano boccasana, quella del tantum rosa? eh? eh). Nonostante questo, ho resistito piuttosto bene alla sua compagnia da quando siamo partiti (auguro anche a voi un passeggero che legga ad alta voce tutti i cartelli autostradali visibili) fino al ritorno, questa volta lei in treno e io in macchina.
Sì, ho avuto anche qualche occasione per sfogarmi in un corpo che non fosse il suo (siamo una coppia aperta, ma lei non lo sa), il più delle volte sono stato rigettato nonostante la mia frase-aggancio infallibile: Ehi piccola, sono socio Coop e ho già accumulato seicento punti. vuoi limonare? (è infallibile, se sei Gabriel Garko). L’unica donna che sembrava interessata alle mie avances ha poi cercato di vendermi una multiproprietà, e per quanto sia stuzzicante l’idea di possedere da novembre a febbraio un mini-appartamento a Civitella di Romagna, ho dovuto rinunciare per via di quella faccenda che sono povero in canna e riesco a malapena a pagarmi lo spazio web su Tophost (nove euro all’anno, penso che tornerò su Blogspot a breve).
E insomma, il blog era un po’ abbandonato. Addirittura non mi ricordavo la password per entrare. Da bravo blogger previdente l’avevo memorizzata in un apposito “password manager”, nel quale non riuscivo a entrare perchè continuavo a digitare una password sbagliata. La password sbagliata era – colpo di scena – la password del blog. Già, è un cane che morde la coda di un altro cane che gli morde la coda. Per adesso me la sono scritta sulla mano, poi si vedrà.
[ho promesso a un paio di persone di scrivere più spesso. non ci sperate]
30.08.10 | Blog, Cose | 1 Commento
Qui si è cambiato tutto, in preda a un delirio minimal che da parecchi giorni mi tormentava le cervella. La passata grafica ha resistito alle modifiche per ben due anni. Si chiude un ciclo. Speriamo se ne apra un altro (disse la donna in menopausa).
Ah, ho chiuso il tumblr, che tanto non lo usavo mai.
07.05.10 | Blog | 5 Commenti
In questo periodo, più del solito, non ho niente da fare. C’è chi non ci crede (ad esempio mio nonno, quello scemotto. non mi stancherò mai di picchiarlo col suo bastone) ma sono riuscito a guardare la settima stagione di 24 in meno di 24 ore, giusto per calarmi nei tempi narrativi e cercare di capire se è possibile salvare il mondo in un giorno senza mai fare una pennichella (per la cronaca, è impossibile. Per salvare il mondo ci vogliono almeno 7 ore di sonno, o in alternativa un consumo smodato di caffè e Red Bull – che però sa di medicina scaduta – e quindi forse è meglio il sonno).
Tutto questo per dire che oggi, o più probabilmente entro la fine dell’estate, ho intenzione di rifare il blogroll. Se siete amici e/o affezionati lettori e/o disposti a scambi di natura sessuale lasciate pure un commento col vostro link e cercherò di aggiungere tutti. Astenersi cozze e testimoni di Geova.
27.05.09 | Blog | 14 Commenti
C’è poco da dire sul 2008, la tentazione di chiudere baracca e iniziare a farmi una vita è sempre stata molto debole, quindi ho continuato a cazzeggiare senza lasciare che il senso di colpa mi svegliasse dal torpore tipico dell’universitario fuori corso di quattro anni (sto preparando un esame che ho già dato -senza successo- undici volte. La prima volta, ricordo, la Grecia aveva appena vinto gli europei di calcio).
Eppure la crisi c’è stata, e non solo l’inevitabile “blocco” dello “scrittore”, ma una serie di eventi che incentivano (a mio parere) il massacro dei blog. Ad esempio, il microblogging sta impietosamente distruggendo i post lunghi e articolati a favore delle discussioni monosillabiche su friendfeed. Non dico che sia un male eh, ma spesso mi son trovato a dover scegliere tra il “write new post” e i 140 caratteri di Twitter, e ho quasi sempre scelto il secondo, e non certo per questioni di tempo -io di tempo da perdere ne ho parecchio- molto probabilmente per l’immediatezza; a scrivere un post ci metti dieci minuti, mentre una riga su facebook, o un messaggio sul tumblr, o un condiviso CON NOTA (ps. grande intuizione) al massimo venti secondi.
Se poi ci metti che un tizio (uno di quelli importanti) si è alzato una bella mattina e ha deciso che da quel momento in poi sarebbero andati di moda i template minimalisti e la grafica incolore (vedi nuova dashboard di wordpress, o l’interfaccia di google reader) che una volta era da sfigati e ce l’aveva solo Mantellini, allora pensi sul serio che qualcuno vuole lobotomizzare il blogger medio. A questo punto non oso immaginarmi il 2009, magari spunterà la moda del rosa pallido come sfondo, oppure ci sarà un ritorno del player di musica nella home page, o addirittura -il peggio del peggio- aggiornare il blog di sabato non sarà più una cosa da nerds segaioli, ma un tocco di classe! Mah.
Comunque sono ancora qui che scrivo, posso tranquillamente considerarmi indistruttibile. Tirando le somme, ecco le parole chiave del 2008: rendono l’idea della qualità del blog e della sua impronta formativa (lo so, anche pubblicare le parole chiave è da sfigati. Fino a oggi.)

le keywords fanno di questo blog uno dei più “cliccati per sbaglio” (o almeno credo. Quando uno cerca “pompino” si aspetta di trovare come minimo un pompino formato jpeg. Questo non lo posso offrire. Ma qualche tetta ogni tanto la posso pubblicare, per accontentare un po’ tutti. Me compreso)
Buon 2009!
03.01.09 | Blog | 12 Commenti
Se anche a voi sembra del tutto logico intervistare un’esperta nei disturbi da attacchi di panico in occasione di un analisi piuttosto dettagliata (“dettagliata”, per non dire “blehaheh!”) del fenomeno Facebook, e anche voi prendete in seria considerazione il parere del fruttivendolo riguardo alla crisi dei mutui subprime, oppure di una prostituta riguardo al problema dei ricercatori precari, allora vi interesserà il seguito dell’articolo sopracitato. Già, perchè se molti articoli del Corriere online non escono nell’edizione cartacea, un motivo ci sarà; evidentemente il Corriere non vuole (ancora) essere un giornale multiuso (ahimè, per certe cose va ancora di moda la carta igienica).
Vediamo qualche altro identikit dei Facebookmaniaci (inventarsi le parole è indispensabile per richiamare l’attenzione dei giovani):
7) il Tizio che si taglia le braccia col cutter (tcstlbcc). Il tcstlbcc ha frequenti attacchi di panico. Ne soffre quando non lo taggano nelle foto, quando non gli inviano gli inviti per i quiz, ma soprattutto ne soffre se non ha almeno una dozzina di notifiche al giorno. Se il tcstlbcc non si sente considerato, si taglia le braccia col cutter. Se il tcstlbcc non ha con sè il computer, si taglia le braccia col cutter. Se al tcstlbcc non gli va la connessione, si taglia le braccia col cutter e invia i fazzoletti impregnati di sangue alla compagnia telefonica. La dottoressa Vinciguerra ci tiene a sottolineare che “i tizi che si tagliano le braccia col cutter hanno una forte predisposizione a tagliarsi le braccia col cutter”. Grazie di esistere, dottoressa.
8 ) Il Maniaco sessuale pervertito che si masturba sulle foto delle vecchie compagne di classe (mspcsmsfdvcdc). Il mspcsmsfdvcdc, secondo la dottoressa, ha un forte conflitto interiore: imprigionato nel suo corpo, da un lato spinge per far uscire il bisogno frenetico di esprimere la propria personalità, dall’altro spinge per far uscire fino all’ultima goccia di residuo eiaculatorio. E’ un individuo che spinge. Anche per questo ha scarse possibilità di socializzazione, specialmente nei luoghi chiusi. La dottoressa Vinciguerra sostiene che “chi spinge diventa rosso in faccia“.
9) Il drogato. Il drogato accede a Facebook per far vedere ai genitori che è un ragazzo normale – papi, vado su a chattare – appena gli è possibile gira la testa e si fa una pera. Il commento della dottoressa: “nel ’92 ho tirato di coca“.
10) Il blogger. Decisamente la categoria più importante. Chi, se non il blogger, ha un bisogno innato di socializzazione? chi, se non il blogger, si sente solo e bisognoso di attenzioni? chi, se non il blogger, possiede account in tutti i social network esistenti al sol scopo di marcare la sua presenza in rete? Secondo la valida opinione della dottoressa, il blogger riesce a rispecchiare le caratteristiche dell’individuo n° 7, 8 e 9 contemporaneamente. Inoltre, secondo la dottoressa “7, 8 e 9 sono numeri“. Una pensatrice libera.
23.10.08 | Acutezze, Blog | 9 Commenti
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