Non è il volo di un moscone, e neanche uno spazio libero. E’ partecipazione, ovvero: sgancia i soldi baby
Categorie: considerazioni, lamentele
Salve mi da Il Manifes.. come sarebbe 50 euro? allora L’Unit..1 euro?? e La Repubblica, 1 euro e 50!? guardi, oggi il prezzo della libertà è troppo alto. E mi dica, quanto viene Penthouse? 28 euro con l’inserto dvd “Vergini gravide”? Beh, mi sembra onesto.
Mi han detto che venerdì 19 dicembre Il Manifesto è uscito a 50 euro. All’inizio ho pensato che avrebbero venduto “Il Manifesto”, inteso come cooperativa, a 50 euro. Qualche compratore forse sarebbe saltato fuori. E invece.
Ho cercato invano su internet qualche articolo che riportasse la riuscita o meno dell’iniziativa, niente da fare. Solo una manciata di “lettere” al giornale che manifestano solidarietà in parole e (a volte) in soldoni.
Beh, secondo me è stato un fiasco. E lo dico senza sapere quante copie ha venduto e quanti incassi ha ottenuto. Il punto è: perchè? i casi sono due: o si è trattato del solito colpo di reni di un corpo morente in cerca di razzolare il più possibile nel minor tempo possibile, oppure un tentativo serio di risollevare le sorti di un quotidiano tramite la partecipazione popolare. Nel primo caso: chapeau. Nel secondo: illusi. Lo sa anche mia sorella che l’amore per la libertà è subordinato all’amore del proprio portafogli (e mia sorella è stata bocciata anche a catechismo!)(per dire che è davvero beota).
Per riprendere il discorso delle “Vergini gravide”, (visto? non era volgarità gratuita, volevo DAVVERO arrivare al punto) anche il porno è in crisi, ma almeno non si aggrappa a questi discutibili espedienti. Se sei bravo, vendi. Se non sei bravo, non vendi. E mentre il prezzo di una pippa è (e sarà sempre) equo, la libertà non ha (e non avrà mai) prezzo. A darlo via gratis (il giornale eh, non il culo) almeno risultavate simpatici. Voto al Manifesto: 4. Voto a Penthouse: 10.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 5:26 pm | 9 Commenti |
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Rimpiango il Carosello (e non l’ho mai guardato in vita mia)
Categorie: cinema & televisione, lamentele
E quando meno te l’aspetti, ecco che arriva. L’esperienza più traumatica. L’incubo di ogni figlio. Il crollo di tutte le aspettative che in questi anni avevi riposto in Loro.
Scendo in salotto per mangiare il mio classico omogeneizzato Plasmon banana-mela-biscotti-miele ed ecco cosa vedo: i miei genitori. Sul divano. Sorridenti. Davanti alla televisione. A guardare i fantastici 4. I FANTASTICI QUATTRO.
La reazione è immediata: appena mi vede, mio padre salta in piedi e alza le mani come a proclamarsi innocente, mia madre sfarfuglia qualcosa riguardo allo zapping e al palinsesto Mediaset; ma l’imbarazzo è bipartisan, lo stesso imbarazzo che si prova nel trovare il figlio in camera a smanettarsi davanti al computer – non avresti mai voluto assistere a quella scena, ma ormai ci sei in mezzo, e devi affrontarla. Nel frattempo arrotolo la prima copia del Resto del Carlino che trovo e inizio a inseguirli colpendoli forte sulla nuca
Io: No! no! non si fa! cosa vi avevo detto riguardo ai film del cazzo? eh? cosa vi avevo detto? rispondi.
M: di non guardarli.
Io: di non guardarli! e cosa stavate facendo?
M: stavamo guardando
Io: e allora dimmi, cosa ve l’ho preso a fare Sky? stasera su History Channel c’era un documentario su Benjamin Disraeli. E’ forse troppo chiedere a una coppia di 50enni di comportarsi da adulti?
M: ma LA COSA è tanto simpatica…
Io: te la do io in faccia la cosa! a letto, subito!
Mia madre corre in camera tuffandosi nel cuscino a faccia in giù, singhiozzando la solita manfrina: “ti odio – non mi merito un figlio così – non vedo l’ora che te ne vada via per sempre – devi morire – le mie amiche possono guardare persino Porta a Porta etc etc.. In fondo credo abbia capito la lezione.
Mio padre invece durante la ramanzina si è completamente incantato sulle tette di Jessica Alba, un modo tutto suo per rendere grazie al Signore. Ecco una cosa di cui vado fiero: gli piacciono le tette (non voglio mica che il mio unico padre maschio diventi uno di quei gheis che lo prendono nel sedere). Le botte con lui non servono, per punizione niente film porno in Pay per View da oggi fino al 15 di ottobre.
Ed è così che, ogni giorno, combatto la televisione generalista.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 11:36 pm | 19 Commenti |
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A che ora è la fine del mondo? che devo puntar la sveglia
Categorie: considerazioni, lamentele
Ogni volta che si parla di fine del mondo c’è sempre qualcuno che aspetta il momento fatidico con un luccichio di speranza negli occhi, nell’illusione che non sia l’ennesima previsione azzardata di qualche scienziato ipocondriaco forte. Sebbene non mi dispiacesse l’idea di essere risucchiato da un buco nero – evidentemente ignoro qualsiasi definizione alternativa di buco nero che non sia quel buco nero (nero quando è buio, se ci infili un neon diventa azzurro, con una luce laser diventa rosso, con l’accendino meglio non provare) – e siccome nella mia lista delle 100 cose da fare prima di morire ne mancano ancora 99 (nascere l’ho spuntato) e tutte 99 infrangono i 10 comandamenti, il codice penale e le norme di sicurezza della Coop, attendo con ansia che arrivi DAVVERO la vigilia del giorno dell’apocalisse.
E mi immagino anche come sarà: tutti a scopare per strada, donne con donne, uomini con trans, suore con cavalli, pensionati con carte da briscola (pinnacolo per i più audaci). Finalmente potremmo pisciare dal balcone, parcheggiare in zona handicappati, fumare nelle aree di divieto e non fumare nelle aree per fumatori, sperimentare tutte (e contemporaneamente) le droghe pesanti, girare nudi in bicicletta, picchiare le vecchiette, rubare, uccidere e peggio di tutte tumblrare le frasi dal proprio blog.
Ecco, se davvero fosse esistita una percezione benchè minima di pericolo-apocalisse, fidatevi, il mondo non avrebbe reagito come ha reagito “e quindi domani è la fine del mondo, ma ora passiamo alla notizia principale: Gattuso si è rotto un polso “.
Dateci dentro con quei protoni, scienziati da strapazzo! e smettetela di incantarci con false speranze.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:34 am | 5 Commenti |
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Noia, fastidio e ancora noia
Categorie: cinema & televisione, lamentele
Post scritto ieri sera, pubblicato stamattina. mi ero dimenticato di schiacciare “publish”, maledizione.
Ok ieri mi son guardato Lucignolo, e viaggiando a una media di 3 t/s (tette al secondo) ha definitivamente stabilito il record di programma tv più vicino alla pornografia dell’intero palinsesto Mediaset (ha superato di un pelo studio aperto). E’ davvero impressionante quanto sia facile riempire 2 ore di trasmissione quando hai a disposizione tutti i calendari e l’intera videografia delle celebrità in vacanza. Il dj ha persino risposto alle durissime critiche di Aldo Grasso, purtroppo, per via del volume al minimo, non ho sentito niente: difatti l’audio in Lucignolo è importante come la trama nei film porno, e viceversa l’audio dei film porno è importante come la trama di Lucignolo. Uno share del 9.7%, ora sappiamo che circa 1 italiano su 10 si fa le seghe davanti alla tv. Crescete, gente! siamo nel ventunesimo secolo, per quello ci sono i computer.
Altre novità: è uscito il libro di Valeria Marini. Fa sempre bene una buona lettura sotto l’ombrellone, ed è per questo che lo sconsiglio. Sì, lo sconsiglio senza averlo neppure letto. Aborti, cocaina, prostituzione, un libro che ricorda lo stile letterario di Irvine Welsh ma con qualche scopata in più e tanti errori di ortografia. Trovo anch’io scandalosa la scelta di abortire per una semplice vacanza al mare: poteva fare come tutti e portare a termine la gravidanza per poi vendere il bambino ai trafficanti d’organi. Mah, questi ricconi devono sempre distinguersi da tutti e da tutto. Nota: il corriere titola: “Io, Cecchi Gori e i due aborti”, ma il titolo originale era “Io e Cecchi Gori: i 2 aborti”.
Domani ho un esame, e devo parcheggiare chissà dove per colpa dei Tokio Hotel, come se ci fosse bisogno di un altro motivo per odiarli. Ma il destino ha incrociato le nostre strade, e io ho un compito preciso: piazzare mine anti-uomo nel parco Novi Sad, e stare a guardare la gente che scoppia come pop corn. No, non mi ringraziate, non sono un eroe; come diceva mio nonno “grandi poteri portano grandi responsabilità”. No, quello era il nonno di Spider man. Il mio diceva “esci e comprami la grappa”. Che se ci pensate, nel mio caso, ha perfettamente senso.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 6:34 am | 17 Commenti |
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Porchetta Pride
Categorie: lamentele
Evito i vegani come la peste. Che nome stupido. Vegani. Qualche anno fa credevo fossero fans di Star Trek o al limite aspiranti scientologisti. I vegetariani ho imparato a sopportarli, nonostante la loro ferma e fastidiosa convinzione di essere eticamente superiori a tutti. I vegani no. Ho scoperto di recente che le donne vegane non ingoiano sperma perchè trattasi di materiale derivato da un essere vivente. Puoi stare giorni e giorni a spiegarle pazientemente che tu non sei nè sfruttato nè commercializzato, che quella roba lì non è “latte di uomo” ma semplicemente un composto di proteine e sali minerali: niente da fare, niente ingoio (era forse meglio scientology?).
Beh, qualche giorno fa c’è stato il Veggie pride a Roma. Come capire che è il Veggie Pride? semplice: tutti i partecipanti sono sottopeso (vedi foto) e devono andare in bagno ogni mezz’ora (con tutta la zuppa di farro che ingollano). Per quanto mi sforzassi a entrare nella mentalità Veggie, il mio pensiero è andato al porchettaro di turno, che quel giorno si è alzato alle 8, ha lavorato come al solito in uno spazio angusto sotto il caldo della piastra e il sole di Roma, sorridendo cortesemente ai passanti mentre questi lo ignoravano con disprezzo, per poi chiudere baracca e tornare a testa bassa dalla moglie che lo ha rimproverato di non guadagnare abbastanza, che se continua così non riescono a finire di pagare il mutuo e che forse è il caso di vendere la loro piccola neonata perchè non hanno più i soldi per comprarle i pannolini. Tutto questo per colpa del Veggie Pride. Sarò superficiale e anche un poco stronzo, ma se facciamo morire di fame i porchettari per salvare le vite dei maiali, allora paradossalmente noi stessi siamo un ostacolo alla sopravvivenza della (nostra) specie. E (come disse la ragazza vegana) questo non mi va giù. Va contro ogni istinto di autoconservazione che è stampato nel codice genetico di tutti gli esseri umani. Delle due l’una: o i Veggie non hanno il codice genetico, o, più probabile, non sono esseri umani. Chi sono? da dove vengono? E soprattutto, per quanto tempo ancora devono restare sulla terra?
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:38 am | 29 Commenti |
Technorati: veggie pride
Serata da ricordare
Categorie: considerazioni, lamentele
Al cinema in fila (saremo stati in 4) per comprare il biglietto de “I demoni di San Pietroburgo“, sento una tizia dietro di me che dice, parlando con un’amica: “eh! Dostoevskij è il mio poeta tedesco preferito, dopo Thomas Mann ovviamente”. Ecco, mi ha già rovinato il film; ho resistito ai conati di vomito, mi son girato, ho cambiato fila e ho optato per “Gli ultimi della classe“, definito da alcuni il sexy movie all’italiana di nuova generazione (nuova generazione solo perchè a quanto pare il protagonista ha un blog. grazie al cazzo, siamo nel 2008, chi non ce l’ha?) e siccome il mio pisello coi sexy movies anni 80-90 c’è cresciuto, un piccolo sforzo in ricordo dei bei tempi lo avrei fatto volentieri. Ma c’era questa fila così estranea, età media 15 anni, profumo D&G mescolato alla puzza di fonzies e sperma sui pantaloni, risatine e brufoli, gel e squilli di cellulare. Non ce l’ho fatta. Mi metto in fila per Gomorra, ma quel tizio davanti mi dice che se ho già letto il libro allora non ne vale la pena, perchè il libro è molto meglio e comunque 7 euro son sempre 7 euro e alla fine questo neo-neo-realismo lui proprio non lo capisce, gli chiedo cosa ci fa lì, e mi dice che sta comprando il biglietto per suo figlio, ma lui col cazzo. Mi sposto in un’altra fila, quella del bar. C’è un obeso con il broncio che è appena stato servito, e mi dice che le porzioni dei popcorn sono ridicole, le Pringles sono finite, e tra l’altro la coca-cola è annacquata e negli hot dog non ci mettono la maionese. Mi giro, entro in macchina, torno a casa, accendo la tv, c’è X-Factor. Provo a seguirlo, mi addormento in meno di 4 minuti.
Riflessione mattutina: ho risparmiato soldi (e ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato) e ho avuto l’ennesima conferma che il cinema, inteso come locale, non fa per me. Mai come oggi apprezzo il momento storico in cui viviamo: il progresso tecnologico da una parte, il limbo di normative sul copyright dall’altro, ci permette di scaricare film illegalmente e rimanere impuniti “perchè tanto lo fanno tutti”. Questo per dire che finchè ho il peer to peer, il silenzio, il letto, una birra fresca e la possibilità di mettere in pausa quando mi pare, al cinema non ci metto piede. A meno che non mi offriate il biglietto e un tubo di Pringles alla paprika. Solo in tal caso accetterei.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 12:17 pm | 14 Commenti |
Technorati: cinema, film
Il phishing intelligente
Categorie: lamentele

Dopo aver scoperto che il Phishing, ahimè, non è una pratica sessuale di stampo fetish, ho riconsiderato l’idea di cestinare queste mail capolavoro. Questa volta l’ortografia, la sintassi, ma soprattutto la mia netta idiosincrasia verso tutto ciò che è “fraudoloso”, mi hanno spinto a inviare tutti i miei dati sensibili alla loro “scattola postale”. Anche perchè i miei dati sensibili, in tutta “securita”, daranno accesso a una carta prepagata con 0 euro (probabilmente scaduta da mesi) e niente di più.
Mi chiedo quali programmi avanzati (altrochè Google Translator) utilizzino per rendere la traduzione così limpida e fluida.
No, in realtà mi chiedo quanti siano gli utenti in grado di resistere alla tentazione di cliccare: farsi due risate davanti al computer, non ha prezzo. Per tutto il resto, c’è Mastercard (se non te l’hanno ancora svuotata).
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 2:28 am | 9 Commenti |
Technorati: phishing


