Non si riferiva a Sarah Palin. Per gli elettori democratici abituati alle capacità oratorie et linguistiche di Obama sarebbe stato alquanto deludente vederlo costretto a scomodare il più squisito degli animali per una governatrice che non ne vale uno zoccolo. Avrebbe potuto dire “una baldracca col tailleur, resta una baldracca” (proverbio che sembra confezionato su misura per la nostra ministra della pari opportunità), giusto per evitare una caduta di stile di proporzioni fantozziane. Ma ora è tutto chiarito. Ciò che resta è un proverbio che mai, nella mia beata ignoranza, avevo sentito
Puoi mettere il rossetto a un maiale. È sempre un maiale
Cioè. Wow. Noi italiani dovremmo iniziare a utilizzarlo quotidianamente (e sostituire l’antiquato “l’abito non fa il monaco” o qualunque proverbio simile e politicamente corretto).
Tra l’altro non tutti sanno che esistono diversi proverbi riguardanti il maiale e il rossetto. Qui qualche esempio:
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non puoi mettere un maiale in un rossetto.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma poi alla scrofa cosa le metti, il dopobarba?
- Puoi mettere il rossetto a un maiale ma attento, potrebbe piacergli.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non per testare cosmetici sugli animali.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non fargli raccogliere la saponetta.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, resterà sempre ottimo con le patate al forno.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale. Perchè io valgo.
- Non è bello ciò che è bello ma è bello un maiale col rossetto.
- Puoi mettere il rossetto a un maial…come sarebbe che hanno orgasmi di 30 minuti?
- (figlia della precedente) Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non durante l’orgasmo.
- Galllina vecchia fa buon brodo. Maiale con rossetto fa buon wurstel.
- Puoi mettere il rossetto ad un maiale, crederà che non lo vuoi mangiare (illuso).
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma se non lo abbini con un top color rosso fuoco, non dà l’effetto desiderato.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma è sempre meglio il porno ad alta risoluzione.
- A caval donato non si guarda in bocca, perchè lui non ha il rossetto.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, questo lo farà sentire piu magro.
- è nato prima l’uovo o il maiale col rossetto?
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, se proprio vuoi confondere la sua sessualità. stronzo.
- è più facile che un maiale col rossetto passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma è la cosa piu stupida che io abbia mai sentito.
- Stretta la foglia, larga la via, maiale con rossetto.
A quanto pare il mio vicino d’ombrellone è una celebrità. O meglio, non ancora. Ma presto lo diventerà. Si chiama Marco Bernacci, giovane e promettente calciatore che quest’anno giocherà in serie A, comprato dal Bologna per 4 milioni e rotti di euro. La mia ragazza mi dice, “vai e chiedigli l’autografo” no. “ma se poi diventa famoso?” eh. “puoi vendere il suo autografo su internet e guadagnarci un sacco di soldi!”. Cerco di spiegarle come funziona il mercato online, e soprattutto cosa vuol dire avere il 100% di feedback negativi su Ebay, ma il discorso si fa lungo e l’Airone (è cosi che lo chiamano) si sta allontanando. Dunque prendo la prima cosa cartacea che mi passa per le mani (che poi scopro essere uno dei miei libri preferiti di David Foster Wallace) e mi avvicino. Capisco subito che si tratta di un calciatore: appena gli passo la biro la guarda come si guarda un vecchio walkman; Tanto tempo fa lo sapevo usare. ma adesso? come si impugna? quale tasto devo schiacciare? e il tappino come si toglie? sono abituato agli sms, ma la biro? che roba antica, ma dove siamo, nell’ottocento – l’epoca delle piramidi egizie!? Nello smarrimento più totale, lancia la biro e inizia a palleggiarci. E mentre mi pento non solo di averlo interpellato, ma anche di aver scelto la sua stessa località di mare, prendo la sua mano e la guido nella scrittura. Cazzo, questo prende 500mila euro all’anno ed io, anche nella migliore delle previsioni, galleggerò nella fascia di reddito esente dall’aliquota Irpef, però almeno mi ricordo con quale mano scrivo.
Beh, ora ho un libro di Wallace inquinato dall’autografo di Bernacci. E se non è un ossimoro questo allora ditemi voi.
Torno deluso al mio lettino e un tizio con la classica faccia da uomo che non sa che cazzo fare e quindi attacca discorso a tutti i passanti mi dice:
Tizio: bello quel libro SdL: già Tizio: ah l’autore è quello che ha scritto quel romanzo da cui hanno tratto il film in cui c’era quella figa super gnocca vero? SdL: guarda non credo proprio. Tizio: qual’è il tuo autore preferito? SdL: non saprei. il tuo? ci pensa qualche secondo, forse è indeciso. poi tira un respiro e dice Tizio: sì. decisamente Anna Frank. SdL: Anna Frank quella de “il diario di Anna Frank”? Tizio: si. SdL: ma ha scritto solo quello. è l’unico libro che hai letto in vita tua, vero?
Da qual momento non mi ha più rivolto la parola. Lo vedo sempre seduto in cerca di sguardi amichevoli, forse un giorno gli offrirò un ghiacciolo.
In sintesi, tra il calciatore e questo tizio, in due giorni sono riuscito a inimicarmi l’ombrellone alla mia destra e quello di fronte. La prossima volta toccherà ai vecchi alla mia sinistra e ai ragazzi dietro. Poi quelli in diagonale. Poi tutti quelli della mia fila e quelli dai numeri pari.
Credo si chiami “disturbo antisociale di personalità”, e mi fa stare tanto bene.
Evito i vegani come la peste. Che nome stupido. Vegani. Qualche anno fa credevo fossero fans di Star Trek o al limite aspiranti scientologisti. I vegetariani ho imparato a sopportarli, nonostante la loro ferma e fastidiosa convinzione di essere eticamente superiori a tutti. I vegani no. Ho scoperto di recente che le donne vegane non ingoiano sperma perchè trattasi di materiale derivato da un essere vivente. Puoi stare giorni e giorni a spiegarle pazientemente che tu non sei nè sfruttato nè commercializzato, che quella roba lì non è “latte di uomo” ma semplicemente un composto di proteine e sali minerali: niente da fare, niente ingoio (era forse meglio scientology?).
Beh, qualche giorno fa c’è stato il Veggie pride a Roma. Come capire che è il Veggie Pride? semplice: tutti i partecipanti sono sottopeso (vedi foto) e devono andare in bagno ogni mezz’ora (con tutta la zuppa di farro che ingollano). Per quanto mi sforzassi a entrare nella mentalità Veggie, il mio pensiero è andato al porchettaro di turno, che quel giorno si è alzato alle 8, ha lavorato come al solito in uno spazio angusto sotto il caldo della piastra e il sole di Roma, sorridendo cortesemente ai passanti mentre questi lo ignoravano con disprezzo, per poi chiudere baracca e tornare a testa bassa dalla moglie che lo ha rimproverato di non guadagnare abbastanza, che se continua così non riescono a finire di pagare il mutuo e che forse è il caso di vendere la loro piccola neonata perchè non hanno più i soldi per comprarle i pannolini. Tutto questo per colpa del Veggie Pride. Sarò superficiale e anche un poco stronzo, ma se facciamo morire di fame i porchettari per salvare le vite dei maiali, allora paradossalmente noi stessi siamo un ostacolo alla sopravvivenza della (nostra) specie. E (come disse la ragazza vegana) questo non mi va giù. Va contro ogni istinto di autoconservazione che è stampato nel codice genetico di tutti gli esseri umani. Delle due l’una: o i Veggie non hanno il codice genetico, o, più probabile, non sono esseri umani. Chi sono? da dove vengono? E soprattutto, per quanto tempo ancora devono restare sulla terra?
Dopo aver scoperto che il Phishing, ahimè, non è una pratica sessuale di stampo fetish, ho riconsiderato l’idea di cestinare queste mail capolavoro. Questa volta l’ortografia, la sintassi, ma soprattutto la mia netta idiosincrasia verso tutto ciò che è “fraudoloso”, mi hanno spinto a inviare tutti i miei dati sensibili alla loro “scattola postale”. Anche perchè i miei dati sensibili, in tutta “securita”, daranno accesso a una carta prepagata con 0 euro (probabilmente scaduta da mesi) e niente di più.
Mi chiedo quali programmi avanzati (altrochè Google Translator) utilizzino per rendere la traduzione così limpida e fluida.
No, in realtà mi chiedo quanti siano gli utenti in grado di resistere alla tentazione di cliccare: farsi due risate davanti al computer, non ha prezzo. Per tutto il resto, c’è Mastercard (se non te l’hanno ancora svuotata).
Non voglio sapere come se la sta passando Veltroni in questo particolare momento storico che lo vede con una L (loooooser) impressa indelebilmente sulla fronte, ma posso immaginare quello che sta passando il suo psicoterapeuta. Ha perso l’Italia, ha perso Roma, ha perso D’alema (non ancora) ha perso tutto, e adesso si fa prendere per il culo (pacatamente e serenamente) anche da Berlusconi. Non lo so, Walter, a questo punto fatti sputare in faccia, auto-flagellati strappandoti i peli del naso, fatti scopare la moglie, sfiducia la tua dignità e buttala nei cessi di palazzo chigi, per poi farti crocifiggere in sala mensa come Fantozzi ai tempi d’oro. Non so cosa dirti, anzi una cosa la vorrei chiarire: la vertigine non è paura di cadere, ma “allucinosi della sensibilità spaziale” (Arslan) spesso accompagnata da nausea, vomito e perdita di coscienza (sincope). E secondo me la tua coscienza ti ha abbandonato per eccesso di ribasso.
Rialzati, Walter! O almeno levati dalle palle.
Commenti