Apr  08
26

Revisionismo coadiuvato

Categorie: Scuola di ladri, lamentele, politica

Queste le 2 piazze di Torino, ieri. La prima, piazza Castello, per commemorare la Liberazione (con un picco nel pomeriggio di poche migliaia di partecipanti), la seconda, piazza San Carlo, per il V2-day di Beppe Grillo (40 mila partecipanti). Son cose che, boh. Capisco l’antipolitica, capisco i referendum, capisco i vaffanculo, ma a guardare ’ste foto, a me, rimane l’amaro in bocca. La moda del momento (più o meno giusta) che si divora la voglia e il bisogno di ricordare. Tra cinquant’anni nessuno si ricorderà di Beppe Grillo (e chissenefrega, dico io), d’altra parte sarebbe una catastrofe se qualcuno si dimenticasse, magari aiutato dai nuovi libri di storia edizione Mondadori, che l’italia ha avuto una dittatura fascista.
Mio nonno partigiano si sta rivoltando nella tomba (e l’abbiamo cremato!)(a dirla tutta si rivolta nella tomba da parecchi anni, specialmente da quando l’attuale presidente del consiglio in doppio pectore ha deciso di scendere in campo per i suoi interessi, per i suoi amici, e ovviamente perchè “l’Italia è il paese che amo sodomizzare“)

p.s: a chi mi risponderà che il popolo grillesco è la continuazione naturale dei combattenti anti-fascisti, gli mando una vagonata di mail sul Viagra + in allegato qualche foto osè di donne ottantenni obese e non depilate. L’effetto contrastante vi impedirà di avere erezioni per il resto della vostra vita (o meglio, le avrete, ma solamente con donne anziane obese e non depilate).

foto prese da qui

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 6:30 pm | 15 Commenti |
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Apr  08
22

Un bracciale è per sempre

Categorie: Scuola di ladri, politica

Sempre in tema sicurezza, trovo molto azzeccata l’idea del candidato sindaco Rutelli di applicare a tutte le persone di sesso femminile un braccialetto di emergenza. Ah, Rutelli…sentivo un pò la mancanza delle sue esternazioni alla cazzo, da quando si è ritirato dalla vita politica nazionale i telegiornali non sono più gli stessi, e devo dire, questa proposta è stata una ventata d’aria fresca in un deserto di opinioni sterili e inconcludenti. Ma veniamo alla genialata: il bracciale anti-stupro è studiato apposta per prevenire lo stupro, ma solo in certe condizioni; la donna infatti non potrà servirsene in alcune (e irrisorie) circostanze, ad esempio:
-l’aggressore la coglie alle spalle e le strappa il bracciale
-l’aggressore stordisce la donna all’improvviso
-la donna in preda al panico non riesce a trovare il bracciale (è sul braccio, pirla!)
-l’aggressore si accorge che lei sta cercando con affanno di schiacciare il bottone, e la immobilizza
-la donna si è dimenticata a casa il bracciale (è pur sempre una donna)
-la donna si sbaglia e preme il bracciale sbagliato, quello regalatole da suo marito per natale
-l’aggressore la stupra comunque, tanto la polizia ci mette almeno un quarto d’ora ad arrivare (e in un quarto d’ora può fare anche il bis, volendo).

Quindi, questo piccolo strumento a dir poco geniale, una specie di Salvalavita Beghelli, che riadattato si chiamerà Salvalafiga Rutelli, può funzionare solo se la donna avvista l’aggressore a 100 metri di distanza, capisce le sue intenzioni (e lo capisce perchè a 100 metri intravede l’erezione)(se non vede l’erezione allora è solo discriminazione razziale) e fa in tempo a schiacciare il bottone. Vi chiederete, non bastava un cellulare? ma no, stupidi idioti! ecco perchè LUI sarà sindaco e voi non lo sarete mai! è evidente, un cellulare…un cellulare…in realtà nemmeno io capisco bene la differenza. Ecco perchè non sarò mai sindaco, e LUI sì!
Comunque, tornando a noi: si rassicurino le fanatiche della moda, il bracciale sarà disponibile in diversi formati e tinte, compresi i colori delle squadre della capitale, e in tiratura limitata una serie di bracciali in oro bianco con incisione personalizzata (e firmata dal sindaco in persona). A tutte le donne che hanno protestato gridandonon siamo cani!“, Rutelli ha saggiamente risposto: “la mia è solo una misura precauzionale, lungi da me offendere quella categoria di persone che è nostro dovere proteggere. ma adesso è tardi, andate a cuccia altrimenti niente croccantini.” (e non potete biasimarlo, è sposato con la Palombelli, una che piscia negli studi televisivi per marcare il territorio).

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:49 pm | 16 Commenti |
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Apr  08
22

Vomito ergo rum, ovvero: aiutatemi

Categorie: Scuola di ladri, politica

Come posso digerire, se non con una dose massiccia di alcolici, l’idea di un leghista al viminale? abbiate pazienza, io di ronde padane non ne avevo mai sentito parlare, o almeno, parlare sì, ma mai viste in giro nel quartiere. E nella mia ingenuità, la prima perplessità è stata non tanto la legalità o meno della polizia privata, ma l’atteggiamento che questa polizia terrà nei confronti di un qualunque essere umano si trovasse suo malgrado a incrociare il loro percorso. Mi chiedo se hanno un codice etico o un qualsiasi regolamento interno. In poche parole, se vedono un tizio per strada che cammina alle 4 di notte, cosa gli fanno? hanno l’autorità per fermarlo e identificarlo? hanno l’autorità per picchiarlo senza giustificarsi? io ho paura. Esatto, ho paura. Perchè io, di notte, sono sempre in giro a fare qualcosa (qualcosa di improduttivo, ovvio), e molto spesso sono solo e ubriaco. E se mi trovo davanti una Fiat Punto che mi sbarra la strada? e se dai finestrini della Punto scorgo camicie verdi e sguardi assassini? e se mi colgono in flagrante mentre sto vomitando nel giardino dei vicini (che è una mia ormai consolidata abitudine del venerdì sera)? come mi devo comportare? mi dichiaro prigioniero politico? improvviso un dialetto bergamasco? mostro un santino di Bossi, per dimostrare le mie buone intenzioni? la mia prima reazione sarebbe quella di scappare in preda al panico. Ma il fatto in sè di mettersi a correre, non darebbe loro il diritto di sospettare della mia colpevolezza, e quindi il pretesto per spararmi a distanza? per favore, qualcuno mi illumini, non voglio assolutamente trovarmi impreparato quando un Calderoli locale mi punterà la pistola alla tempia. Help.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 7:04 am | 22 Commenti |
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Apr  08
16

I lati positivi del quinquennio prossimo venturo

Categorie: Scuola di ladri, politica

Avremo un sacco di roba da scrivere. Ma proprio un sacco. Non ci saranno periodi di “blocco dello scrittore” e nemmeno catene di s.antonio per rompere il silenzio da post. Ci sarà da scrivere, anzi, non vedo l’ora, aspetto con ansia le prime leggi vergogna-bis, i primi attacchi concreti ai giudici, agli immigrati e ai gay (per non parlare dei giudici immigrati gay).

Nel frattempo, una pacca sulla spalla (anche se lui preferirebbe un pacco sulla spalla) a Ivan Scalfarotto, che non entra in parlamento perchè è il primo degli esclusi in Lombardia 1. Si fosse chiamato Scalfarsette adesso sarebbe tutta un’altra cosa. (dopo questa siete legittimati a depennarmi dal vostro blogroll e/o feed reader)(ma dovete capirmi, il mio senso dell’umorismo in questi giorni non raggiunge lo sbarramento al 4%)(ok, finiamola qui)

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 9:38 am | 15 Commenti |
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Apr  08
15

Non nominare il nome del principale esponente dello schieramento avversario invano

Categorie: Scuola di ladri, politica

Risultati alla mano, resto convinto che la campagna a toni bassi condotta da Veltroni sia stata improduttiva, oltre che incredibilmente noiosa. Il suo compito non era affatto semplice, eppure sapeva di gareggiare contro un piazzista amante del gioco sporco e affatto impreparato nel colpire sotto la cintola. Berlusconi ha i migliori consiglieri del mondo a curargli l’immagine e a studiare i minimi dettagli, a dirgli cosa fare e quando farlo, ha creato il fantasma del comunismo perchè ha capito (non lui, i suoi consulenti) che in una campagna elettorale è tanto importante vendere il proprio prodotto quanto convincere il consumatore della pericolosità del prodotto concorrente (la paura continua a vendere molto bene). Completamente opposta la filosofia di Veltroni, una campagna gonfia di parole come “innovazione”, “novità”, “modernizzazione”, che non vogliono dire niente, o meglio, vogliono dire tutto, ma non quello che il potenziale elettore vuole sentirsi dire. L’elettore italiano, proprio perchè italiano, vuole il sangue, la passione, la violenza. Vuole i fucili. Veltroni non l’ha capito, è un dato di fatto: Berly fa comizi più energici, dice cazzate ma in giusta misura, le spara grosse (la cordata, Mangano, i test-psicoattitudinali), dichiarazioni che apparentemente possono sembrare sviste dell’ultimo minuto, e col tempo (e i risultati) si rivelano frasi studiate ad hoc per richiamare l’attenzione su di sè. E poi, Berlusconi è simpatico. O almeno, fa battute, ride, scherza, diverte il suo pubblico, il quale puntualmente lo accoglie con grida orgasmiche e striscioni 8×15 (e inizio seriamente a pensare che gli italiani preferiscano un intrattenimento da avanspettacolo, più che un comizio elettorale). Veltroni no, ha sempre avuto un’aria seria e pacata, con quelle sopracciglia spioventi a mostrare chissà quale compassione et realismo et buone intenzioni et io-so-davvero-quali-sono-i-vostri-problemi.
Ecco, benchè non si possa tornare indietro, suggerisco a Walter di voltare pagina e adottare la tattica del simpatico sbruffoncello. Una battuta qua e là, flirtare con la Melandri, fingere di svenire mangiando mozzarelle (di mucca, però), tirare la pappagorgia di Fioroni fino a farlo incazzare, sfottere Bossi (”non riesce a muovere metà della faccia è perchè i suoi denti han dichiarato secessione al resto del corpo”) etc. Un radicale cambiamento negli atteggiamenti lo farebbe di certo salire nei sondaggi (sondaggi che peraltro, in questo momento, nessuno al mondo sta effettuando). E soprattutto deve crearsi un nemico. Se gli è così difficile optare per l’anti-berlusconismo, che consideri altri imminenti pericoli: il fascismo, la xenofobia, i capelli finti. Quello che vuole, l’importante è aggredire. Parteggiare non solo per qualcosa, ma anche contro qualcosa. Berlusconi questo lo sapeva, ha vinto di brutto, e io sono parecchio amareggiato. Ha avuto a disposizione gli strumenti e le persone adatte per piazzare al meglio i suoi voti. Le sue abili doti di comunicatore-manipolatore sono talmente note che i nostri nipoti leggeranno di noi, nei libri di storia, come un popolo di beoti senza spina dorsale che abboccano all’amo delle false speranze. Sempre che esistano ancora, nel futuro, i libri di storia.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 6:04 am | 28 Commenti |
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Apr  08
15

Mi sento benissimo

Categorie: Scuola di ladri, politica

Coraggio. Il duemilatredici non è poi così lontano.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 1:14 am | 9 Commenti |
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Apr  08
13

Una domenica come le altre

Categorie: Scuola di ladri, politica

Sveglia alle 6 e mezzo, alle 7 sono già davanti alla scuola elementare a fumare sigarette su sigarette. Un impegno concreto: essere il primo a votare. Non tanto per quello che significa essere “il primo” (sò bene che i primi a votare sono gli scrutatori), quanto per una questione di coscienza, la quale di fronte a situazioni stressanti mi impone di affrontarle in fretta e furia, così da togliermi dal groppone il pensiero e le eventuali preoccupazioni/ripensamenti. Ma non solo questo: dato il mio ormai scontato istinto di sfidare le istituzioni, qualunque esse siano, ho ben pensato di portarmi appresso ogni strumento tecnologico in grado di mettere in difficoltà il presidente di seggio. E dunque entare fieramente con 2 fotocamere digitali, un cellulare e una vecchissima Kodak usa e getta, e aspettare la faccia indignata dei presenti che mi obbligano di riporre il materiale. Incredibilmente, nessuno mi ha chiesto se avevo dispositivi digitali, quindi una volta entrato nella cabina avrei potuto realizzare un servizio fotografico degno della copertina di Vogue, con effetti luci e ombre in sequenza riprese da tutte le angolazioni possibili (anche dal basso). Anche qui, mi sembrava inutile, visto che non c’era nessuno fuori dalla scuola a passarmi i 50 euro nel caso avessi voluto vendere il voto. Questo per dire che il decreto legge sui telefonini non è stato rispettato (anche se non credo che alle 8 di mattina lo scrutatore abbia la voglia e la carica energetica per “scrutare” nei miei pantaloni).
Altra cosa, nelle regole per la votazione non si specificava di fare una “croce”, ma qualsiasi segno distintivo, che so, una barra, un più o un meno. Ecco, io ho disegnato quello che il presidente di seggio (suppongo) dirà essere una perfetta raffigurazione di un organo genitale maschile. Con sgomento dei presidenti di lista, saranno obbligati a registrare il voto, perchè di segno distintivo si tratta.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 7:00 pm | 13 Commenti |
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