Premesso che non guardo Bruno Vespa da quando ha chiesto al rappresentante del partito disabili – notizia vera – “ma voi alle elezioni correte da soli?” (politiche del 2008), le alternative per la serata erano l’isola dei famosi (e io non sono nè troppo vecchio nè troppo giovane per capirla) e una partita di calcio molto interessante se non fosse che qualche genio Mediaset ha deciso di piazzare Paolo Di Canio al commento tecnico e francamente ad ascoltarlo mentre cerca di districarsi in quel labririnto infernale che si chiama “lingua italiana” provi lo stesso ribrezzo di quando lo vedevi esultare sotto la curva della Lazio.
E quindi, Porta a Porta.
La signora Volpini ha avuto 80 apparizioni della Madonna in 10 anni, grazie a CEPU. Signora Volpini com’era la madonna? una donna. (La signora Volpini era quella bambina che parlava con la Madonna. Io ero un bambino che parlava con le madonne, ma in un altro senso.)
Poi una manciata di testimonianze assolutamente provate che se le avesse presentate Onder a Medicina 33 potevano essere liquidate in una sola parola: schizofrenia. Il tutto ci porta verso l’interpretazione schematica dei segreti di Fatima 1-la guerra 2-il comunismo 3- lo share di Bruno Vespa.

nella foto: la trinità, quella vera
Un’intera puntata in prima serata per un semplice viaggio del Papa a Fatima, che anche io ho fatto. Sì, qualche anno fa, tour del Portogallo. E credetemi, a Fatima non c’è niente, ma proprio niente. Anzi, la visita mi ha portato anche sfiga perchè al ritorno in pullman ho vomitato il panino con la cotoletta e quando lo faccio presente ai miei amici integralisti (ne ho tanti) mi dicono che il vomito è un segno della Madonna per farmi capire che sono ancora vivo. Io rispondo che non c’era bisogno del vomito, andava bene anche un brufolo in faccia, ma a quanto pare i discorsi che hanno una base di fanatismo cadono sempre in piedi e anzi, per aver messo in dubbio la cosa riescono persino a farti sentire un po’ in colpa.
Comunque, tutto questo per dire che la puntata è imperdibile e se avete voglia di farvi due risate, guardatela.
13.05.10 | Religione, Tv & Co. | 6 Commenti
Tra un paio di giorni il Papa compie 83 anni, e date le drammatiche vicende delle ultime ore, sarà obbligato a trascorrere il suo compleanno a riverniciare i muri della sua casa natale, in Baviera.
Voi ancora non lo sapete, ma è scoppiata la moda del pellegrinaggio toccata e fuga verso la casa di Ratzi: migliaia di uomini e donne di tutte le età arrivano in comitive dall’Italia per lasciare il proprio contributo con la bomboletta spray. I più affettuosi (“io e te, 3 metri sopra il cielo”) si vedono sovrastare in numero e in confusione dai soliti facinorosi (“io, a te, 3 chiodi sulla croce”), frasi ingiuriose e bombe di vernice, coiti disegnati e membri maschili stilizzati: il Papa non vedeva così tanti cazzi da quando faceva l’arcivescovo di Monaco e Frisinga.
Il giornale locale Augsburger Allgemeine non lascia dubbi: Cio’ che e’ stato scritto e’ cosi’ offensivo da non poter essere citato. Tra l’altro, è la stessa frase usata sistematicamente per recensire ogni uscita letteraria del pontefice, dal capolavoro “Deus caritas est” fino all’indimenticabile “Cotto e mangiato” (e ora sapete chi è il ghostwriter della Parodi).

nella foto: la casa del Papa e una delle tante scritte oscene. Questa è, francamente, di una volgarità inaccettabile.
14.04.10 | Religione | Commenta
Se sei bello, bravo, atletico, ricco e famoso, qualcosa prima o poi ti deve andare storto. E’ l’equilibrio naturale della vita. Nella grande bilancia della giustizia divina la sfiga contrappesa la gloria, altrimenti, il caos. George Best era un alcolizzato. Maradona un tossico. Cantona un violento. Del Piero a forza di bere acqua ricca di preziosi minerali è impestato di calcoli renali. Gianni Rivera era iscritto alla Margherita!
A Ricardino Kaka gli è capitata una moglie (ed è già una sfiga a prescindere) “Pastora” di una setta evangelica, che dice:
Come può qualcuno, in questo periodo di crisi, avere tanti soldi? Dio ha messo questo denaro nelle mani del Real per ingaggiare Kakà e noi potremo aprire una chiesa a Madrid
Già, Dio ha messo questo denaro nelle mani del Real. Resta un mistero come sia riuscito a farlo. Improbabile il bonifico bancario, sarebbe un’entrata illecita di capitali dall’estero e la Spagna non ha mica lo scudo fiscale (-teste di cazzo- cit.), più realistica l’ipotesi dei liquidi che passano la frontiera di nascosto (il mulo lo fa sempre l’arcangelo Gabriele), oppure la colomba con l’ulivo allegato di un assegno in bianco. L’immacolata concessione è sempre un’ipotesi da tenere in considerazione.
Di fatto, nell’ambiente della chiesa evangelica si sta già sfruttando questo mirabolante aneddoto per giustificare le evasioni fiscali:
GdF: ehi ciccio, da dove saltan fuori quei 10 milioni?
X: me li ha dati un amico.
GdF: quale amico?
X: l’Amico.
Bene, adesso chi glielo va a spiegare alla Pastora che la quantità esagerata di denaro del Real Madrid proviene molto probabilmente dalle speculazioni immobiliari del presidente-imprenditore Florentino Perez?
Ora, è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna (il “niente sesso fino al matrimonio” ha di certo aiutato Kaka ad allenarsi giorno e notte con quegli abnormi palloni che eran diventati i suoi testicoli) ma perdio, sei un calciatore, ci sono veline che sporgono le loro turgide chiappe in direzione del tuo naso, e tu vai a metterti con un capo di una setta integralista che prima di colazione fa un sermone di 40 minuti? chi ti dà il diritto di snobbare la sacra trinità calciatore – velina – figlia dal nome stupido? è evidente che Kaka ha una visione della vita troppo distante dai valori che contraddistinguono l’attuale dirigenza rossonera, ed è per questo che il Milan l’ha venduto (e adesso Silvio ha 68 milioni che provengono dal regno dei cieli. Dio-Real-Milan-Berlusconi. Il cerchio si chiude.)
18.07.09 | Religione | 6 Commenti
Ormai l’abbiamo capito: il 2009 è l’anno dei culattoni pentiti, degli ex-edonisti alla ricerca della pace perduta, dei puri di cuore con regolarità intestinale ritrovata. Tuttavia, non capisco la necessità di sbandierare ai quattro venti (ottanta) l’intimità del proprio percorso spirituale; voglio dire, anche io ho incontrato Gesù, ma lui ha fatto finta di non conoscermi, proprio come tutti gli amici che incontro per strada (sarà che mi puzzano le ascelle).
Dunque, a gennaio Legrottaglie aveva scandalizzato il mondo l’italia l’opinione pubblica la blogosfera friendfeed qualche perditempo con le sue dichiarazioni su Gaza (“Il popolo di Israele era quello prediletto da Dio. Ma non l’ha riconosciuto e ora ne sta pagando le conseguenze“), che un giornalista normale, anzichè cambiare argomento, in tutta risposta avrebbe dovuto poggiare le labbra tra indice e pollice ed esibirsi in una sonora pernacchia con tanto di schizzi di saliva, o tutt’al più una domanda incalzante del tipo “se Gesù ti ama così tanto, perchè non hai mai vinto lo scudetto?”
A distanza di qualche mese, chi può dire di non essersi mai chiesto “e invece cosa ne penserà, Legrottaglie, della fecondazione artificiale?” questo libro contiene la risposta. Probabilmente contiene molte più risposte (cosa penserà degli ecoincentivi? cosa penserà dei collegamenti ipertestuali? cosa penserà del film ispirato a Moana Pozzi? e come mai nel cast appare Flavio Insinna -il tizio che conduceva la trasmissione dei pacchi? la coincidenza è voluta? oppure è pura ironia della sorte? Legrottaglie rispondi!).
Se poi ci aggiungi qualche citazione random:
- Votai Berlusconi: mi era simpatico ed era presidente di un grande Milan [cit.]
- Ho tante persone gay [cit.]
allora l’acquolina cresce. Ragazzi, si avvicina il natale, se cercate un modo per dire “ti voglio bene, ma non voglio vederti mai più” questo è il regalo giusto. Andrà a impreziosire la vostra speciale collezione di “libri diversamente libri”: Avilo! (esiste, è l’imperativo del verbo “avere”).
20.04.09 | Acutezze, Religione | 13 Commenti
La via che porta alla Feltrinelli, unica libreria della zona fornita della sezione “libri erotici illustrati” saggiamente disposti in un angolo nascosto* è una strada molto stretta, per arrivarci non si può evitare di passar davanti a un negozietto di Scientology con la vetrina piena di libri Dianetics by Ron Hubbard, che uno pensa “wow! chi è quel genio che ha progettato l’assortimento e il layout espositivo? 280 libri, tutti uguali e tutti in fila!” (uhm, vediamo.. cosa mi consiglia?) e i commessi/adepti, da cinque anni a questa parte, più o meno due volte a settimana mi fermano per strada e, interessati al mio benessere psico-fisico, mi propongono il loro infallibile test della personalità, il tutto coadiuvato da un quarto d’ora di cazzate stratosferiche sulle potenzialità del cervello umano (come se io non mi sforzassi abbastanza, tra alcolici e dita nel naso, per ridurre le mie capacità cerebrali)(ricorda: l’intelligenza è inversamente proporzionale alla pace interiore).
Da un po’ di tempo ho perso il gusto di mandarli affanculo col labiale, e continuavo a trovare estremamente irritanti i loro sguardi interessati, dunque ho affrontato il problema alla radice e mi son deciso a fare ‘sto benedetto test della personalità, nella vana speranza di scrollarmeli dalle palle una volta per tutte.
Per essere più precisi, il test è una quantità imprecisata di domande per valutare un non-so-cosa del mio chi-se-ne-frega nella mia sfera del chissà-a-che-ora-passa-l’autobus.
Non voglio entrare nel merito delle domande anche perchè credo di aver firmato un qualche documento con un qualche divieto riguardo qualcosa; fortunatamente, sono uomo di mondo: non firmo mai col mio vero nome. Tuttavia da parecchi anni uso lo stesso nome falso (nelle cartoline, nell’iscrizione agli esami, nelle ricevute dei porno shop) e non ho mai avuto la voglia e il tempo di inventarne uno nuovo, quindi ora sono più rintracciabile col nome inventato che col nome autentico (uomo di mondo un cazzo).
Tornando al test, che sia chiaro, il mio scopo era: faccio il test —> non mi rivolgeranno mai più la parola. Finisco in un tempo record di 7 minuti, soffermandomi solo sulle domande più argute, del tipo: Ti capita mai di canticchiare una canzone? (non ridere, stiamo parlando della psicologia del terzo millennio – questa è gente che fa colazione con pane e placenta) beh sì, mi capita spesso di canticchiare una canzone, e la prossima volta che lo farò mi verrà automaticamente da pensare a come e quanto il “canticchiare” possa, secondo la vostra sana e per nulla preoccupante visione della vita, caratterizzare in bene o in male (forse dipende dalla canzone?) la mia personalità, risultato: mi scorderò le parole (tante grazie, Ron Hubbard).
Esco, me ne vado a casa, contento. Finalmente ho chiuso con questa brutta gente, non mi importuneranno mai più.
E allora il giorno dopo (o la settimana dopo, non ricordo. dormo spesso) mi dirigo alla Feltrinelli, il tizio mi riconosce, abbassa lo sguardo, poi si illumina, e mi chiede se voglio fare il “toxic test” per determinare quante tossine ho in corpo.
Da quel giorno compro i miei libri solo alla Coop.
(fate pure il toxic test)
* ci vado appunto per nascondermi, non voglio che la gente mi veda mentre sfoglio libri merdosi – e non intendo libri erotici, ma spazzatura vera e propria – per esempio, non so se avete mai letto il romanzo di Dario Franceschini, non fatelo, finale troppo scontato: il protagonista si dimette e chiede scusa, poi passa il resto della vita a maledire la libertà di coscienza altrui.
27.03.09 | Religione | 14 Commenti
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