In un’intervista che mi ha fatto andare di traverso il Tavernello ecco Clemente Mastella a dichiarare le sue intenzioni di partecipazione all’isola dei famosi. Un personaggio che (what) fino a pochi anni fa (the) ricopriva una delle cariche più importanti in Italia (fuck), e non fosse stato per un pirla tafazziano (lui) sarebbe ANCORA ministro della giustizia, decide di mettere a disposizione il suo quintale di simpatia a beneficio del pubblico televisivo, nell’intento disperato di seguire la scia di Vladimir Luxuria, artefice della sua rivalutazione mediatica con la vittoria all’isola, partecipando ai talk show e, per culminare, facendosi montare una patata transgenica tra le gambe (che ci fa ben sperare, se Mastella decidesse di prendere fedelmente esempio).
Per quanto la storia ci insegni che agli uomini perseguitati dai magistrati piacciano un sacco i posti caldi, esotici e fuori dalla legislazione italiana, e che la critica alla credibilità della classe politica sia ormai peggio che sparare sulla croce rossa (almeno la croce rossa può rianimarti, dopo), si spera sempre che una volta scavata la buca e toccato il fondo l’homo sapiens sapiens decida almeno di non cagarci dentro. E invece. Si fa di tutto, ma proprio tutto, per rimanere tra le notizie del corriere online.
E qui si aprono scenari meravigliosi: Gasparri alla pupa e il secchione (a far la pupa), Franceschini a fare il virus della peste bubbonica a Superquark, e l’uomo del qual cognome è diventato obsoleto canzonare (“the italian blowjob”, perchè io non mi trattengo mai) a fare la schedina a Quelli che il calcio. Potrei continuare.

Unico ostacolo che tiene separati Mastella dai caraibi (o dove diavolo è) pare essere la moglie Sandra, che a quanto pare un po’ di buonsenso, tra gli avvisi di garanzia, le è rimasto. Come si dice: “dietro un grande uomo c’è sempre un grande pennello” (forse mi confondo con una pubblicità, ma visti i precedenti e viste le dimensioni del pennello, suona bene anche così).
31.05.10 | Politica, Tv & Co. | 1 Commento
Premesso che non guardo Bruno Vespa da quando ha chiesto al rappresentante del partito disabili – notizia vera – “ma voi alle elezioni correte da soli?” (politiche del 2008), le alternative per la serata erano l’isola dei famosi (e io non sono nè troppo vecchio nè troppo giovane per capirla) e una partita di calcio molto interessante se non fosse che qualche genio Mediaset ha deciso di piazzare Paolo Di Canio al commento tecnico e francamente ad ascoltarlo mentre cerca di districarsi in quel labririnto infernale che si chiama “lingua italiana” provi lo stesso ribrezzo di quando lo vedevi esultare sotto la curva della Lazio.
E quindi, Porta a Porta.
La signora Volpini ha avuto 80 apparizioni della Madonna in 10 anni, grazie a CEPU. Signora Volpini com’era la madonna? una donna. (La signora Volpini era quella bambina che parlava con la Madonna. Io ero un bambino che parlava con le madonne, ma in un altro senso.)
Poi una manciata di testimonianze assolutamente provate che se le avesse presentate Onder a Medicina 33 potevano essere liquidate in una sola parola: schizofrenia. Il tutto ci porta verso l’interpretazione schematica dei segreti di Fatima 1-la guerra 2-il comunismo 3- lo share di Bruno Vespa.

nella foto: la trinità, quella vera
Un’intera puntata in prima serata per un semplice viaggio del Papa a Fatima, che anche io ho fatto. Sì, qualche anno fa, tour del Portogallo. E credetemi, a Fatima non c’è niente, ma proprio niente. Anzi, la visita mi ha portato anche sfiga perchè al ritorno in pullman ho vomitato il panino con la cotoletta e quando lo faccio presente ai miei amici integralisti (ne ho tanti) mi dicono che il vomito è un segno della Madonna per farmi capire che sono ancora vivo. Io rispondo che non c’era bisogno del vomito, andava bene anche un brufolo in faccia, ma a quanto pare i discorsi che hanno una base di fanatismo cadono sempre in piedi e anzi, per aver messo in dubbio la cosa riescono persino a farti sentire un po’ in colpa.
Comunque, tutto questo per dire che la puntata è imperdibile e se avete voglia di farvi due risate, guardatela.
13.05.10 | Religione, Tv & Co. | 6 Commenti
Spoiler alert. Sto per dirvi che il film non è un granchè. Se non volete sentirvi dire che il film non è un granchè allora non leggete quello che avete appena letto. Se volete sapere accidentalmente come va a finire, così da avere la scusa per non andare al cinema e risparmiare 7 euro + popcorn, che poi spenderete per comprarvi le sigarette o la droga, mandatemi una mail. Sarò contento di contribuire alla distruzione del vostro sistema cardio-circolatorio. Era il mio scopo sin dall’inizio.
Avete presente quella vecchia storia di Noè, del diluvio universale, della coppia di animali per ogni specie? credo sia nella Bibbia (il bestseller più venduto nei peggiori bar di Caracas)(nei migliori si vende solo Il piccolo principe). Bene, la storia di 2012 è la stessa. Ci aggiungi che, oltre agli animali, in queste arche (sono quattro da 100mila posti l’una) ci salgono anche i governanti dei vari paesi e i ricchi che possono permettersi il biglietto – 1 miliardo di euro a capoccia (no, non ci arrivate. neanche se vendete i vostri figli).
Insomma, prima la crosta terrestre si sfalda, poi brucia tutto, poi una serie di tsunami. E tutti i potenti del mondo vengono imbarcati, tranne uno. Indovina chi? proprio lui. Il primo ministro italiano. Voi direte, non lo fanno salire perchè sta sul cazzo all’umanità intera, of course. E invece, a quanto pare -e qui il film raggiunge l’apice della fantascienza- lui vuole morire come tutti, in mezzo a tutti. Preferisce rimanere in patria a pregare con i fedeli in Piazza San Pietro (la sala, a quella frase, è letteralmente esplosa in una risata fragorosa, e a un tizio davanti a me gli è andata di traverso una tortilla e da come tossiva mi è sembrata una cosa dolorosissima), uno scenario così assurdo che il proiettore ha un po’ sobbalzato.
(in un’eventuale catastrofe apocalittica Berlusconi non solo si comprerebbe un’arca tutta per sè con il vulcano interno incorporato, il medico personale, il cuoco personale, il parrucchiere personale, il porta ciabatte personale,il togli-la-bavetta-dagli-angoli-della-bocca personale,e giusto una decina di ragazzette da cospargere con la sua esclusiva lozione facciale antirughe, ma riuscirebbe anche a farti credere che sta facendo tutto questo per il tuo bene. E qui vedi l’importanza dell’ufficio stampa)

Cosa fai se il mondo esplode e ti restano solo quindici minuti di vita? dopo aver fatto il backup del computer, dopo aver sbrigatamente salutato i tuoi cari, e dopo aver indossato il pannolone di tua nonna? già. proprio quello. proprio con la prima donna/uomo/animale/organismo monocellulare che capita. In questo film non c’è neanche una misera scena di nudo. Vergogna.
Belli gli effetti speciali, cast discreto, John Cusack sopravvive, quindi non c’è lieto fine.
Voto: 5,5
17.11.09 | Tv & Co. | 12 Commenti
Indovinello: cosa ci fanno in una stanza venti squillo, Silvio Berlusconi e Giampy Tarantini, il boss delle protesi sanitarie? Qual è il nesso, se esiste, tra escort, puttanieri e protesi? No davvero, pensateci.
Già. Adesso lo sapete. Cazzi di gomma. Centinaia, migliaia di cazzi di gomma, di plastica, di Politetrafluoroetilene, neri e grossi, gialli e piccoli, blu e Belpietro, verdi e a tripla penetrazione. Un mercato mai saturo (che giustifica il boom della domanda in Puglia).
Se poi si scopre che quella sera a cantare c’era Apicella, tutto torna. Come puoi sopportare due ore di musica neomelodica napoletana? la risposta è sempre quella: cazzi di gomma. Un’orgia di carne e lattice a Palazzo Grazioli. Il premier è impotente? armatelo di 500 falli in neoprene, un video in sottofondo di “meno male che Silvio c’è”, un pò di lubrificante. E l’autostima si impenna. Who’s your daddy now!? (tra l’altro il premier, tra la plastica, è molto più a suo agio).
Quale immagine più adatta, se non questa, potrebbe riassumere la vicenda? una buona idea per una copertina dell’Espresso. Perchè non l’hanno fatta? CHI non vuole farla? QUALI interessi in gioco?
(Questo post nasce per rivendicare un mio diritto. Se anche Annozero si occupa di puttane, allora questo blog -e migliaia di altri- quali ragioni hanno di esistere?
C’è un’area di competenza che Santoro ha letteralmente invaso. La sottile linea marrone che separa il giornalismo dal porno-gossip è la stessa sottile linea che separa nelle donne il buco di sola uscita da quello di uscita/entrata (disgustoso. e allora?). Capita che questa linea, con l’abuso di certi contenuti, si assottigli sempre più fino a diventare inesistente, creando così un enorme voragine (stiamo ancora parlando di giornalismo?) in cui galleggiano nello stesso brodo il soft-porno e la cronaca giudiziaria. E’ questa l’Italia che vogliamo? La risposta non la voglio sapere.)
02.10.09 | Politica, Tv & Co. | 10 Commenti
La vicenda “bagaglino” ci ha insegnato una cosa, anzi due, anzi tre:
La prima è che ormai non bastano otto cagnette da monta che porcheggiano e smammellano davanti all’obiettivo per tenere alti gli ascolti (ne servono almeno sedici, con l’integrazione di qualche donna dell’est).
La seconda è che Pamela Prati è già da un bel pezzo in menopausa, e la gente preferisce guardare le donne mezze nude nate DOPO la seconda guerra mondiale.
La terza è che a quanto pare i gusti dei telespettatori, che di recente hanno preferito alle tette di Valeria Marini i bambini della Clerici, si sono evoluti (oppure hanno preso una piega decisamente malata) forse alla ricerca di qualcosa di diverso.
Insomma, lo show -sia benedetto il Signore- ha chiuso, e la giustificazione “la scomparsa della satira di destra è dovuta al crollo del centro-sinistra” (domanda: siete ancora convinti che Veltroni non abbia fatto niente di buono?) non sta in piedi, Pingitore non può parlare di satira quando l’unica battuta riuscita è stata quella sui socialisti (no aspetta, quello era Beppe Grillo. nessuna battuta è mai riuscita a Pingitore). La satira è un’altra cosa, e il bagaglino verrà ricordato solo come lo show del “questa sera riesco a farmi una pippa senza connettermi a internet”.
Per fortuna di questi tempi quasi tutti hanno la connessione flat, e negli anni a seguire ci sarà sempre meno bisogno di Pippo Franco e il suo gregge di pecore scosciate.

sopra: il lato B di Nina Moric per aumentare lo share del blog
28.04.09 | Tv & Co. | 13 Commenti
Commenti