Rimpiango il Carosello (e non l’ho mai guardato in vita mia)
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E quando meno te l’aspetti, ecco che arriva. L’esperienza più traumatica. L’incubo di ogni figlio. Il crollo di tutte le aspettative che in questi anni avevi riposto in Loro.
Scendo in salotto per mangiare il mio classico omogeneizzato Plasmon banana-mela-biscotti-miele ed ecco cosa vedo: i miei genitori. Sul divano. Sorridenti. Davanti alla televisione. A guardare i fantastici 4. I FANTASTICI QUATTRO.
La reazione è immediata: appena mi vede, mio padre salta in piedi e alza le mani come a proclamarsi innocente, mia madre sfarfuglia qualcosa riguardo allo zapping e al palinsesto Mediaset; ma l’imbarazzo è bipartisan, lo stesso imbarazzo che si prova nel trovare il figlio in camera a smanettarsi davanti al computer - non avresti mai voluto assistere a quella scena, ma ormai ci sei in mezzo, e devi affrontarla. Nel frattempo arrotolo la prima copia del Resto del Carlino che trovo e inizio a inseguirli colpendoli forte sulla nuca
Io: No! no! non si fa! cosa vi avevo detto riguardo ai film del cazzo? eh? cosa vi avevo detto? rispondi.
M: di non guardarli.
Io: di non guardarli! e cosa stavate facendo?
M: stavamo guardando
Io: e allora dimmi, cosa ve l’ho preso a fare Sky? stasera su History Channel c’era un documentario su Benjamin Disraeli. E’ forse troppo chiedere a una coppia di 50enni di comportarsi da adulti?
M: ma LA COSA è tanto simpatica…
Io: te la do io in faccia la cosa! a letto, subito!
Mia madre corre in camera tuffandosi nel cuscino a faccia in giù, singhiozzando la solita manfrina: “ti odio - non mi merito un figlio così - non vedo l’ora che te ne vada via per sempre - devi morire - le mie amiche possono guardare persino Porta a Porta etc etc.. In fondo credo abbia capito la lezione.
Mio padre invece durante la ramanzina si è completamente incantato sulle tette di Jessica Alba, un modo tutto suo per rendere grazie al Signore. Ecco una cosa di cui vado fiero: gli piacciono le tette (non voglio mica che il mio unico padre maschio diventi uno di quei gheis che lo prendono nel sedere). Le botte con lui non servono, per punizione niente film porno in Pay per View da oggi fino al 15 di ottobre.
Ed è così che, ogni giorno, combatto la televisione generalista.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 11:36 pm | 19 Commenti |
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Noia, fastidio e ancora noia
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Post scritto ieri sera, pubblicato stamattina. mi ero dimenticato di schiacciare “publish”, maledizione.
Ok ieri mi son guardato Lucignolo, e viaggiando a una media di 3 t/s (tette al secondo) ha definitivamente stabilito il record di programma tv più vicino alla pornografia dell’intero palinsesto Mediaset (ha superato di un pelo studio aperto). E’ davvero impressionante quanto sia facile riempire 2 ore di trasmissione quando hai a disposizione tutti i calendari e l’intera videografia delle celebrità in vacanza. Il dj ha persino risposto alle durissime critiche di Aldo Grasso, purtroppo, per via del volume al minimo, non ho sentito niente: difatti l’audio in Lucignolo è importante come la trama nei film porno, e viceversa l’audio dei film porno è importante come la trama di Lucignolo. Uno share del 9.7%, ora sappiamo che circa 1 italiano su 10 si fa le seghe davanti alla tv. Crescete, gente! siamo nel ventunesimo secolo, per quello ci sono i computer.
Altre novità: è uscito il libro di Valeria Marini. Fa sempre bene una buona lettura sotto l’ombrellone, ed è per questo che lo sconsiglio. Sì, lo sconsiglio senza averlo neppure letto. Aborti, cocaina, prostituzione, un libro che ricorda lo stile letterario di Irvine Welsh ma con qualche scopata in più e tanti errori di ortografia. Trovo anch’io scandalosa la scelta di abortire per una semplice vacanza al mare: poteva fare come tutti e portare a termine la gravidanza per poi vendere il bambino ai trafficanti d’organi. Mah, questi ricconi devono sempre distinguersi da tutti e da tutto. Nota: il corriere titola: “Io, Cecchi Gori e i due aborti”, ma il titolo originale era “Io e Cecchi Gori: i 2 aborti”.
Domani ho un esame, e devo parcheggiare chissà dove per colpa dei Tokio Hotel, come se ci fosse bisogno di un altro motivo per odiarli. Ma il destino ha incrociato le nostre strade, e io ho un compito preciso: piazzare mine anti-uomo nel parco Novi Sad, e stare a guardare la gente che scoppia come pop corn. No, non mi ringraziate, non sono un eroe; come diceva mio nonno “grandi poteri portano grandi responsabilità”. No, quello era il nonno di Spider man. Il mio diceva “esci e comprami la grappa”. Che se ci pensate, nel mio caso, ha perfettamente senso.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 6:34 am | 17 Commenti |
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Dal magro-sexy al magro-disturbo-patologico
Categorie: Scuola di ladri, televisione
Oggi Studio Aperto proponeva un servizio riguardante il dramma dell’anoressia. Una cosa seria, diceva la giornalista, un problema che affligge sempre più i giovanissimi (12-13enni). E bisogna curarla in fretta, sennò, vedete le immagini, poi si diventa come loro, ossa e poco più, guardate che schifo, bleh! il tutto incorniciato dalla solita musichetta pseudo-drammatica in sottofondo. Poi linea allo studio e..
- reportage sulla prova costume patrocinato dalla figona di turno
- presentazione di una linea di abbigliamento femminile ispirata all’esercito italiano (il motto era: “stare alla moda è una guerra”. vomitate pure)
- giovani: come si vestono per l’esame di maturità?
- sfilate di moda milanesi (un classico)
La linea rossa tra anoressia e coolness passa da Studio Aperto, che non vuole (o non riesce a) capire quanto la linea sia sottile, e quanto sia ipocrita l’altra linea: quella editoriale. Magari ogni tanto se lo chiedono, i giornalisti in redazione, perchè il fenomeno anoressia è sempre in aumento, come e quanto la società influenza i giovani, quali e di chi sono le responsabilità (almeno in parte) di un dilagare di taglie x-small. Ma poi tornano a giocare a Tetris, e il quesito rimane. Di sicuro è un disturbo genetico, concluderanno mentre il capo-redazione mescola le carte da briscola, infatti capisci di essere attratto dal mondo dell’anoressia già da ragazzino, quando nell’aula di scienze ti fai le seghe davanti allo scheletro di plastica. Ecco la fonte del problema! il prossimo servizio lo dedichiamo alla pericolosità delle lezioni di scienze e biologia. Sempre che riusciamo a infilarlo tra il matrimonio di Briatore e le mogli dei calciatori di Euro 2008.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:14 pm | 18 Commenti |
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There’s no place like home
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Nell’attimo in cui faccio partire l’ultima puntata di Lost della stagione, ho sempre un misto di entusiasmo e angoscia e tristezza. Perchè so che qualcosa di sconvolgente avverrà, perchè so che continuerò ad avere domande irrisolte, perchè so che ci vorranno mesi e mesi prima che la serie successiva abbia inizio. Ma stavolta è troppo. Le questioni si sono accumulate negli anni, e bisogna che in qualche modo qualcuno mi dia una spiegazione. Non mi basta la giustificazione del miracolo (”it’s not an island, it’s a place where miracles happen“), esigo qualcosa di più razionale per placare la mia sete di sapere. Fino ad allora, voglio inventarmi qualche soluzione (ne va della mia salute), perlomeno riguardante i più grossi misteri ancora inspiegabili.
Jacob non può che essere J.J. Abrams in persona (non tutti sanno che J.J sta per Jeffrey Jacob) e alla fine si scoprirà che l’isola è un parto della sua mente, nella trama così come nella realtà. Che non sarebbe un finale del tutto deludente, vedere J.J uscire dalla casetta e dritto in camera inscenare un bel discorso sull’intersezione tra realtà finta e finzione reale, per poi incoraggiare i telespettatori a votare John McCain. Si vabbè, ciao.
Nell’Isola c’è un tizio che non invecchia mai. Eh, bella novità, noi (e con noi intendo non io) abbiamo Berlusconi che non solo ha smesso di invecchiare, ma ha anche trovato il modo di ringiovanire (almeno fisicamente) di parecchi anni. Chirurgia plastica? volontà divina? Poteri dell’isola? (anche lui ha un isola, anzi, ne ha tante. Non è che le possiede, ma diciamo che tutti i suoi soldi sono lì. Le Cayman) nessuno lo saprà mai.
Avete visto com’è scomparsa l’isola? Sparita. Bum. Vuoto. Pare che la Iervolino voglia utilizzare la tecnica usata dal progetto Dharma per far sparire i rifiuti a Napoli. Nessuno le ha spiegato che il progetto Dharma non esiste, e se esistesse, la tecnica comporta uno spostamento (spaziale e/o temporale) e non una smaterializzazione. Quindi in qualche modo la gente di Chiaiano, adesso o nel 2020 o nel 3513, è fottuta (a meno che non si teletrasporti la gente di Chiaiano).
A pensarci bene, è un mondo parallelo ma non così distante: There’s no place like Napoli. La nuvola nera assassina ad esempio, in mancanza di teorie paranormali ben definite, potrebbe rappresentare lo smog di nanoparticelle che fuoriesce dall’inceneritore di Acerra. E Widmore è Bassolino, che non vuole che la gente scopra l’isola. E Hurley è la montagna di rifiuti. E Jack è Jack. Ok, smettiamola qui.
La scena finale non mi ha convinto, qui sotto ci sono i due finali scartati. Ma perchè scartarli? Nessuno ha preso in considerazione l’idea di trasmetterli tutti e tre, in sequenza? Esatto, tre Jeremy Bentham, per disorientare lo spettatore. Tanto ormai, più disorientato di così..
immagine presa da qui
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 11:26 am | 4 Commenti |
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I naziskin leggono Moccia. (Tre metri sotto terra)
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Le scomode verità, in quanto scomode, faticano a venire a galla. Al contrario, le banalità galleggiano beatamente nel mare del comun pensiero (anche la merda galleggia, per fare un paragone). Questa volta a elevarsi a “paladino della verità” ci ha pensato un certo Luca Claudio, sindaco (in quota La Destra) di Montegrotto (provincia di Padova), il quale, durante l’ultima puntata de L’infedele di Gad Lerner, cercando di analizzare i fatti tragici di Verona, tra strumentalizzazioni politiche e qualunquismi di sinistra, se ne esce leggendo (libro in mano) un passo di “Tre metri sopra il cielo”, questo:

Tutto questo a difesa della sua tesi (per me inconfutabile): i libri di Moccia hanno ispirato le violenze di Verona, sono uno status symbol dei giovani e incitano la violenza gratuita. Sentendo queste cose, ho pensato: ohhh, Finalmente un sindaco con le palle!
La penso esattamente come lui. Moccia è diventato l’autore di riferimento di una certa categoria di ragazzi i quali, per sopportare la lettura dai suoi libri, non possono far altro che calarsi acidi o aggredire le persone. Lo definirei “effetto Moccia”. Ne leggi un capitolo e DEVI uscire di casa e picchiare il primo che capita.
Avvocato difensore: ok, il mio cliente ha picchiato, malmenato, aggredito alle spalle, ucciso e poi fuggito..
Giudice: la condanno a 40 ann..
Ad: aspetti! ehi, aveva appena letto il capitolo 2 di “Ho voglia di te”
G: quello di Moccia?
Ad: si! il mio cliente si è “calato” nel personaggio, impersonando il classico ragazzo ribelle che, proprio perchè rifiuta le regole della società, fa un po quel cazzo che gli pare, e ne esce come un uomo rude e passionale cui tutte le ragazze vogliono succhiare l’uccello
G: beh, questa sì che è una cazzutissima attenuante. eppure c’è stato un omicidio, ci dev’essere un responsabile che paga
in coro tutta l’aula del tribunale: Mo-ccia! Mo-ccia! Mo-ccia! Mo-ccia!
G: allora condanno Moccia alla pena di morte. Anzi, molto peggio, lo condanno a scrivere le prefazioni a tutti i libri spazzatura pubblicati dalla Mondadori, compresa l’autobiografia di Raul Bova e il prossimo libro di Dj Francesco. muahah. il caso è chiuso.
Semplice, no?
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 11:14 am | 9 Commenti |
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E comunque a me i Jalisse piacciono
Categorie: Scuola di ladri, televisione
Ho assunto massicce dosi di sonniferi solo per evitare il rischio che il mio occhio incrociasse casualmente qualche spezzone di Sanremo, purtroppo non è servito a nulla. Infatti oggi non si parla d’altro, nel bene e nel male. La cosa bella è che, dato il flop, probabilmente nel 2009 il festival sarà trasmesso in una fascia oraria più consona (al posto di unomattina) e per attirare il pubblico giovane sarà condotto dal vincitore del Grande Fratello 3. Che nessuno sa chi è, ma è comunque meglio di Pippo Baudo.
P.s. Rispondo ai tanti che me l’hanno chiesto: No, gio di tonno non è una linea di profumi e nemmeno la marca di un condimento. è solo un nome incredibilmente stupido.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 9:32 pm | 11 Commenti |
Technorati: sanremo
Io sono puttana
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Pare che questo spezzone di Porta a Porta abbia sollevato un polverone di indignazione all’interno della blogosfera, per i temi superficialmente trattati e i giudizi indiscriminati rivolti al popolo di internet.
In questa sede vorrei esprimere la mia solidarietà a Bruno Vespa e a quella signora che nessuno sa come si chiama, perchè sono riusciti, in parte, ad estrapolare l’essenza del blogger: il bisogno innato di prostituirsi.
E sottolineo “in parte” perchè, innanzitutto, non condivido l’indignazione di fronte alla necessità sociale di avere un blog (e allora aspetta che Vespa scopra Twitter); da questo punto di vista, il fenomeno è spiegabile con una sola parola: digitalizzazione. Noi non siamo diversi dai nostri genitori: se questi scrivevano sul diario, protestavano in piazza coi cartelloni e si facevano le seghe sulla foto di Serena Grandi pubblicata nell’inserto del Corriere, così noi scriviamo, protestiamo e ci masturbiamo usando un unico strumento, il computer. Dunque, si evolvono i mezzi, ma gli aspetti sociali/comportamentali restano quelli.
Il punto centrato alla perfezione è, invece, il tema sessuale. Anche questo ricorrente nella storia del mondo, ma mai come adesso globalizzato e globalizzante, capace di fornire al singolo utente un grado di visibilità straordinario. è proprio qui che i tempi cambiano: se una volta volevi dare via il culo, ti accontentavi del vicino di casa o il negoziante giù all’angolo. Oggi, la scelta è infinita. Se poi vogliamo essere categorici, tutti noi, in un certo senso, diamo via il culo. Gli adSense di google non sono altro che un mezzo per fare soldi mettendo in vetrina la propria esistenza. Vendiamo un pezzo della nostra vita, e pretendiamo di non esser chiamati puttane? e non mi riferisco solo agli adSense. Anche lo spam, i social network, i link: strumenti convenzionali che mirano a creare attorno a noi una catena di relazioni con l’unico scopo di ottenere visibilità. è proprio questo che la signora bionda (nessuno saprà mai come si chiama) voleva dirci. Lo stesso Sollecito ammette che suo figlio gli chiedeva di visitare il blog (probabilmente per aumentare il contatore delle visite).
Altro aspetto importante: la necessità di avere una doppia vita, porterà a lungo termine l’annullamento della vita reale a beneficio di quella virtuale. Dal momento che effettuiamo il log-in cessiamo di essere noi in quanto esseri umani e iniziamo ad essere semplici utenti. Alla lunga, non avremo piu un nome, ma un nickname. Dipenderemo dalle nostre connessioni internet. Dimenticheremo gli odori dei fiori, i baci, le passeggiate all’aperto e saremo allergici al sole. Ma forse sto un po’ esagerando.
Il punto è che resta, di fatto, una questione irrisolta: i blogger, chi sono? la necessità di aprirsi un blog nasce dal bisogno di evadere dalla realtà (ovvero blogger=drogato) dal bisogno di monetizzare (ovvero blogger=puttana) o dal bisogno di socializzare e/o trovare la donna dei sogni (ovvero blogger=pervertito)? In ogni caso, siamo un branco di sfigati con pochi amici e molte password (e nell’intimità, chiamatemi pure GolaProfonda84).
grazie a t-umblr per la segnalazione
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 5:44 pm | 26 Commenti |
Technorati: blog, blogger


