Jan  08
14

La gabbia di matti

Categorie: Scuola di ladri, televisione

c5_logojpg.pngVisibilmente concentrato nell’addentare la mia pizza ai wurstel (un classico del sabato sera) davanti alla tv, in solitudine (non è vero, la mia ragazza era con me. tuttavia mi ritengo isolato dal mondo esterno in presenza di qualsiasi oggetto minimamente tecnologico, dalla televisione al portatile, dalla sveglia digitale all’orologio della swatch) lo schermo acceso rigettava grumi di cultura da avanspettacolo, e per ogni morso che davo alla mia pizza vedevo avvicinarsi la minaccia di un’indigestione fulminante, dovuta a quello che stavo guardando. Nella classica atmosfera paracula di canale 5, “la gabbia di matti” - il varietà del bagaglino che ogni anno cambia nome (marketing) ma non la sostanza - stava a piccole dosi catturando la mia attenzione. Preso dalla tentazione di cambiare canale, resisto, e cerco in qualche modo di studiare i particolari di questa pietra miliare del palinsesto mediaset.

mastella.jpg

La trasmissione non fa ridere. Per niente. Cercano a suon di cerone e luoghi comuni di fare imitazioni credibili, ma non ci riescono. Pippo Franco è penoso. Martufello mette tristezza. Leo Gullotta riesce a far emergere i miei più profondi istinti suicidi. Considerando che la programmazione dovrebbe essere dettata in base alla qualità del programma e all’audience, il telespettatore sano di mente si chiede perché, da anni, si ostinino a trasmettere questo schifo. le risposte possibili:
a) i produttori non riescono a riconoscere la differenza tra un programma di qualità e un’anguria
b) il programma riscuote un buon successo di pubblico.

A questo punto spero vivamente nella A, perché è molto più facile per me sopportare l’idea di qualche manager incompetente piuttosto che di paese catodico completamente privo di cervello (come se fosse una novità). Tuttavia, esiste un’ipotesi C: il bagaglino vorrebbe di fatto contrapporsi alla comicità di Zelig, autoproclamandosi bandiera della satira reazionaria italiana. A sostegno di questa ipotesi, nelle prime file, tra i vari personaggi dello spettacolo (Bettarini, Paola Perego e le De Blank), spiccano l’ex generale della GdF Roberto Speciale, Ombretta Colli e l’avvocato Taormina.
I politici del centro-sinistra sono ovviamente i più bersagliati, anche se le battute sono superficiali e si limitano (oltre ai sempreverdi luoghi comuni) a prendere per i fondelli il modo di fare, la pronuncia e l’aspetto fisico.

Censura politica? ma dove. Le battute sono talmente soft e banali che l’utilizzo del cervello, per il telespettatore, è del tutto facoltativo. Basta una caccolina di buon senso per capire che un programma che vuol far ridere e NON fa ridere (anzi, qualcuno ride. quelli del pubblico in studio. risate a dir poco forzate) è un prodotto scadente, e va cancellato.
(Capisci che un programma non ti fa ridere quando riesci a tenere un uovo crudo intero in bocca senza romperlo)(ammesso che tu abbia voglia di guardare la tv con un uovo crudo in bocca)

Battuta: Prodi in un anno ha messo in mutande 50 milioni di italiani. risate, 90 secondi di applausi
Battuta: roma è nata da un rom. (rom = romolo abbreviato). applausi. standing ovation. la De Blank non smette di ridere.
Battuta: Sarko-sì, Sarko-no. risate. euforia. la gente cade a terra in crisi respiratoria.
Segue una rivisitazione di Giulietta e Romeo in chiave Giulietta = puttana ucraina e Romeo = un rom (la fantasia si spreca). applausi, applausi, standing ovation, applausi.

Per non essere ripetitivo non parlerò di quanto è zoccola Aida Yespica, detta anche ”ogni momento è buono per scoparsi la telecamera”, vorrei solo sottolineare il fatto che, in 2 ore di trasmissione, non ho visto uno (e dico uno) stacchetto in cui lei facesse quello che solitamente le ballerine fanno: ballare. È uno spettacolo di teatro, c’è un corpo di ballo, ma la ballerina principale non sa muoversi. Tuttavia conosce 79 mosse per ondeggiare il sedere e 127 per roteare le tette. Anche qui, non voglio ripetermi sulla questione dei richiami sessuali in tv. Però anche io, che in famiglia sono noto per le mie frequenti pratiche di autoerotismo (mia nonna mi chiama affettuosamente “seghino”), trovo esagerato, alle 21, mostrare un perizoma microscopico e capezzoli coperti da un velo trasparente in mondovisione. Insomma un bambino potrebbe traumatizzarsi. O ancora peggio, potrebbe diventare un fedele telespettatore del bagaglino.


nota: su youtube non ho trovato neanche uno spezzone del programma (chissà perché), a parte questo filmato. Sono allibito. C’è gente al mondo che si eccita guardando il ginocchio di Paola Perego. Non solo. Si eccita, lo registra, lo scarica sul pc e lo mette su youtube. Questa è una delle tante conseguenze di una generazione cresciuta con canale 5.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 9:57 am | 34 Commenti |
Technorati: , ,

Jan  08
12

L’Emo supr-emo

Categorie: Scuola di ladri, televisione

Mia cugina ha una frangia che le copre 4/5 della faccia, dunque mi sono wiki-aggiornato riguardo questa sottospecie di sottocultura, nonchè fenomeno sociale di interesse globale.

In poche parole gli “Emo” sono ragazzi introversi che si interrogano sul senso della vita, originali nei modi di fare anche se perennemente tristi. Si vestono più che altro con abiti scuri e hanno i capelli alla cazzo.

Scusatemi, ma questa è la descrizione dettagliata di Gigi Marzullo, e io non potrò mai prendere sul serio una moda che si fonda sul concetto “fatti una domanda e datti una risposta”.

marzullo.jpg
il primo emo della storia

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:23 am | 18 Commenti |
Technorati: ,

Jan  08
9

Marketing delle tette

Categorie: Scuola di ladri, lamentele, televisione

200503170289_963143.jpgDico solo che le pubblicità stanno diventando troppo esplicite. Sesso sesso sesso. Il messaggio è sempre quello, l’amo invisibile al quale abbocchiamo, volenti o nolenti, tutti noi italiani.
Vedo tette ovunque, dalla pubblicità dei pannolini a quella degli apparecchi acustici, dalla cura per le emorroidi ai più blasonati profumi (DENIM, per un uomo che non deve chiedere mai. Il resto).
Non che la cosa mi dispiaccia eh, solo vien da pensare con quale sfacciataggine gli ideatori carpiscano la nostra attenzione punzecchiando le più intime pulsioni dell’essere umano. (non l’avete capita? Il resto. nel senso che ha appena pagato una donna)(o un uomo, qui non si fanno discriminazione di alcun tipo).
Da tempo il gorgonzola si propone come portavoce delle pubblicità allusive a sfondo sessuale. Sì. Il gorgonzola. Alchè uno spettatore medio, mentre lecca la televisione davanti al decolté della Ridolfi (nella foto), tra una tetta e l’altra viene colpito da un fulmine di lucidità e si chiede: ma che cazzo c’entra il formaggio con la fica? Dov’è il nesso? (a meno che non si voglia intendere “formaggio” quella secrezione vaginale giallastra e pruriginosa)(me la potevo risparmiare).
Dicevo, dov’è il nesso? Non c’è. E qui saltano tutte le logiche del buon senso linguistico, qui si vuole entrare in un campo delicato, un mondo che noi ancora non conosciamo così bene, un mondo potenzialmente dilagante nel panorama del marketing dei beni di consumo, quello delle allusioni.
Hai mai provato con le pere? Mi chiede la Ridolfi (strizzando l’occhiolino).
No, non ho mai provato con le pere, rispondo io, e in questo momento ho un’inspiegabile voglia di far decollare il mio aereo Alitalia (occhiolino) e strofinarlo con il panno Swiffer (occhiolino) versando tanta maionese Kraft nei tuoi Meloni della Val di Non (doppio occhiolino).

Ma quando saltano anche le logiche dell’allusione, quando si arriva all’esplicito per antonomasia (qui il video)
-prendo il gorgonzola.
-Ottima scelta, bella topolona

Allora mi dovete spiegare con quale meccanismo d’ora in poi verranno prodotte le pubblicità. Se esisterà ancora il senso compiuto. E dovete anche spiegarmi, se passa il concetto “prendi il gorgonzola = bella topolona”, perché non dovremmo abituarci a una categoria di pubblicità che richiamano a forza i temi sessuali, anche se con il sesso non hanno niente a che fare
Cereali Kellogs, una dieta equilibrata e soffocotti ogni mattina.
oppure
-Caro, mi passi l’insalata?
-Si.
-E adesso montami da dietro

oppure
Nuova Citroen Picasso. Tette

È uno spot che richiama la nostra attenzione in modo vile e presuntuoso. E qui entra in campo l’intelligenza umana, che dovrebbe ignorare la forma di un messaggio e passare direttamente a quello che c’è dietro. Con me, per esempio, queste pubblicità pseudo-erotiche non funzionano. non mi farò mai influenzare da un paio di tette. E ora scusatemi, vado a immergermi in una vasca piena di gorgonzola.

(comunicazione tecnica: chi mi ha linkato - Dio lo benedica - è pregato di aggiornare il link. grazie)

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 3:57 pm | 37 Commenti |
Technorati: , ,

Dec  07
20

Onda eee-ner-ge-ti-caaaa!

Categorie: Scuola di ladri, televisione

Che la televisione, in termini educativi, stia prendendo il posto del genitore, è un dato di fatto.
Che i videogiochi, i cartoni animati, i programmi spazzatura, abbiano un’influenza a dir poco eccessiva nei giovani e nei bambini, è anche questo un dato di fatto.
Ma che io debba accontentarmi di crescere un figlio in un mondo pieno di Costantini, Paris Hilton e cazzoni con il mitragliatore affetti da invidia del pene, questo non lo accetto (non che io abbia intenzione di mettere al mondo un bambino, non credo di farcela, data la mia tendenza a gettare giù dalla finestra oggetti indesiderati - inoltre, con tutti i tegolini che ho mangiato, credo ormai di esser diventato sterile).Quando ero piccolo io, il videogioco di moda era Pacman (*1). E in televisione davano i Power Rangers (*2) e Holly e Benji (*3).
A poco meno di 20anni di distanza, osservando quella poltiglia di celebrolesi che è la mia generazione, vedo emergere il loro amore per la musica elettronica e le pastiglie bianche (*1). I vestiti (e travestiti) sono appariscenti, differenti nei dettagli, ma sotto sotto uguali nella sostanza (*2) e il calcio è di gran lunga la priorità assoluta (*3)(un sondaggio mai effettuato ha dimostrato che i giovani consultano il televideo solo dalla pagina 200 alla pagina 210)

E visto che, essenzialmente, al giorno d’oggi i bambini in tv guardano Pokemon e Winx, Amici di Maria e il detective Conan, e nelle pause giocano ai videogames più violenti della storia, lascio a voi immaginare lo scenario futuro.

per ora, cavalchiamo l’indifferenza generale su notizie come questa
Picchia a morte la sorellina di 7 anni
Stava imitando Mortal Kombat
in attesa di un futuro migliore. E con futuro migliore intendo adolescenti che almeno si prendano la briga di mettere il cadavere in un sacco impermeabile e buttarlo nel fiume, pulendo accuratamente le tracce di sangue lasciate sul parquet.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 2:52 pm | 12 Commenti |
Technorati: ,

Dec  07
8

Addio (arrivederci) Luttazzi

Categorie: Scuola di ladri, politica, televisione

Il mio telecomando aveva ritrovato ragion d’esistere solo nelle ultime settimane, più precisamente sabato, in seconda serata, su la7. Stasera purtroppo non potrò godermi la puntata di Decameron, la direzione ha deciso di cancellare il programma, così sarò costretto a uscire coi miei amici, o, ancora peggio, con la mia ragazza.

tutto per colpa di questa frase

Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema: penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti. va giá meglio no?

una battuta del tutto innocua, se ci pensate. anche perchè Luttazzi ha detto “Io ho un mio sistema, penso a…” non ha detto “i fatti sono questi…“.
Occhei, mi rendo conto, il contraddittorio è sempre preferito alla libertà di pensiero; forse, se avesse detto che pensa anche a Rutelli dentro un frullatore, Floris che gli fa una sega, la Palombelli che si masturba con un guanto da forno e la Binetti che si infila il cilicio nel culo, non l’avrebbero cacciato. W l’Italia.

Nella foto: Ferrara si copre con un fazzoletto per non far uscire tutta la merda che ha in bocca

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 3:26 pm | 17 Commenti |
Technorati: ,

Dec  07
3

Giletti, di tutto di più

Categorie: Scuola di ladri, lamentele, televisione

Dottore, anche ieri ho desiderato la morte di Massimo Giletti. sono grave? una morte lenta e dolorosa. Vederlo lì, a troneggiare coi suoi riccioli color merda, e quegli occhi da finto intellettuale nei suoi maledettissimi primi piani. L’ultima parola in tutte le discussioni, l’opinione saggia che non turba nessuno, l’immancabile e puntualissimo applauso. semplicemente lo odio.E mi sta sulle palle anche la mia famiglia, che lo guarda sempre.
per dispetto ogni giorno prendo il telecomando e imposto rai1 sul 17. il giorno dopo sul 23. quello dopo ancora sul 45. davvero. di solito mi ritrovo a stampare centinaia di foto di Giletti prese da google per poi metterle nel forno a microonde. e ammirare la carta sciogliersi lentamente e la sua faccia deformarsi fino a scomparire. lo faccio tutti i giorni. sul serio. non ho molti amici

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 3:54 pm | 18 Commenti |
Technorati:

Oct  07
13

Biografie possibili: Uan

Categorie: Scuola di ladri, considerazioni, televisione

Era la notte tra il 12 e il 13 marzo 1983, quando un gruppo di giovani scienziati, completamente ubriachi, catturano dalla vicina fattoria una scrofa e un cane barboncino per farli accoppiare sotto l’effetto di pericolose droghe come anfetamina, eroina e cioccolato Lindt 100% fondente.

8 settimane più tardi, la scrofa partorisce 6 figli, cinque dei quali se li mangia la sera stessa. Il piccolo cucciolo sopravvissuto, Uan, scappa e raggiunge la metropolitana di Milano, dove vivrà per i successivi 4 anni cibandosi di sperma di gatto e sacchetti di fonzies trovati nella spazzatura.
Il 1987 è l’anno della svolta: Uan giunge all’ospedale per una grave forma di pertosse, e qui conosce Paolo Bonolis, in attesa di un intervento di appendicite acuta. Nasce un forte legame di amicizia, insieme condividono le esperienze più belle della loro gioventù, come uccidere le prostitute per poi pisciarci sopra e guardare le televendite davanti a un piatto di sofficini findus. Insieme si presentano al provino per la trasmissione Bim Bum Bam, punta di diamante del palinsesto Mediaset nella programmazione per bambini. Il successo li travolge, e i due diventano i più apprezzati conduttori nel panorama televisivo nazionale. Uan riceve decine di telegatti, onorificenze, e una laurea ad honorem in medicina generale. La sua vita è un treno di soddisfazioni. E così, per ben 6 anni è alla conduzione di Bim Bum Bam, eliminando la concorrenza di Four e Five (Two e Three lavorano rispettivamente come costumista e portiere nella stessa azienda). E proprio quando tocca l’apice, inizia la caduta. È il 1996, quando Uan viene trovato nella stanza 203 dell’hotel Lux di Segrate, sdraiato a terra in piena crisi cardiaca e con un’intera forma di caciotta fetecchia infilata nel sedere. I medici trovano un tasso di cocaina nel sangue superiore di 12 volte al limite convenzionale. Per Uan iniziano i guai. Si presenta in ritardo alle registrazioni, spesso strafatto di pasticche, non ricorda le battute del copione, molesta ripetutamente le stagiste, avvolto dal complesso di inferiorità nei confronti di Paolo Bonolis, un senso di competizione che lo accompagnerà per tutta la vita.
12 novembre 1996: durante uno sketch di Batroberto, Uan inciampa sulla sua coda e, in diretta, lancia una terribile bestemmia che fa il giro del mondo (qualcosa riguardo a La Madonna, un canguro, e il cunnilingus). La carriera di Uan è finita. Si trasferisce a Bergamo e sperpera i pochi risparmi acquistando droghe, vodka e film porno-indipendenti. Sul lastrico, cerca aiuto nei suoi vecchi amici: Five e Four gli voltano le spalle. Bonolis, offuscato dalla fama, finge di non conoscerlo. Uan è in crisi. Inizia una terapia psicologica a base di prozac e racimola una manciata di presenze come ospite a Paperissima. Nel 2000 tenta la carriera politica: vicino al partito di Alleanza nazionale, sostiene il libero mercato, la castrazione chimica, i cannelloni alla ricotta. Radiato dalla televisione lo stesso anno, quando durante un dibattito su Telelombardia dichiara: “prima o poi ucciderò quel ricchione di Paolo Bonolis”.
Tocca il fondo nel 2002, la polizia lo arresta, colto in flagrante mentre vendeva il suo corpo in via Emilia est, a Parma. Dopo qualche mese è fuori dal carcere grazie a un amico senatore che propone la legge sulla “depenalizzazione della prostituzione praticata da animali figli di scrofe e/o cani barboncini”, legge approvata dal governo Berlusconi nel marzo 2002. Uan, ormai devastato dagli psicofarmaci e dalle emorroidi, torna a vivere nella metropolitana di Milano, e passa i suoi giorni a mendicare cibo e coperte ai passanti. Nel 2005 la notizia: i giornali titolano che è stato misteriosamente rapito. L’Italia è sconvolta. La verità, che conoscono solo pochi intimi, è che Uan si è tolto la vita impiccandosi nel bagno della metropolitana, usando filo interdentale e un vecchio gancio arrugginito. I testimoni lo hanno visto appeso al soffitto, agitare la testa freneticamente a destra e a sinistra, proprio come faceva durante la conduzione di Bim Bum Bam. Forse per ricordare i bei tempi. O forse perché non respirava. Nessuno lo saprà mai.

Pubblicato da Scuola di Ladri alle 7:02 am | 30 Commenti |
Technorati: ,

← Previous PageNext Page →