Porchetta Pride
Categorie: Scuola di ladri, lamentele
Evito i vegani come la peste. Che nome stupido. Vegani. Qualche anno fa credevo fossero fans di Star Trek o al limite aspiranti scientologisti. I vegetariani ho imparato a sopportarli, nonostante la loro ferma e fastidiosa convinzione di essere eticamente superiori a tutti. I vegani no. Ho scoperto di recente che le donne vegane non ingoiano sperma perchè trattasi di materiale derivato da un essere vivente. Puoi stare giorni e giorni a spiegarle pazientemente che tu non sei nè sfruttato nè commercializzato, che quella roba lì non è “latte di uomo” ma semplicemente un composto di proteine e sali minerali: niente da fare, niente ingoio (era forse meglio scientology?).
Beh, qualche giorno fa c’è stato il Veggie pride a Roma. Come capire che è il Veggie Pride? semplice: tutti i partecipanti sono sottopeso (vedi foto) e devono andare in bagno ogni mezz’ora (con tutta la zuppa di farro che ingollano). Per quanto mi sforzassi a entrare nella mentalità Veggie, il mio pensiero è andato al porchettaro di turno, che quel giorno si è alzato alle 8, ha lavorato come al solito in uno spazio angusto sotto il caldo della piastra e il sole di Roma, sorridendo cortesemente ai passanti mentre questi lo ignoravano con disprezzo, per poi chiudere baracca e tornare a testa bassa dalla moglie che lo ha rimproverato di non guadagnare abbastanza, che se continua così non riescono a finire di pagare il mutuo e che forse è il caso di vendere la loro piccola neonata perchè non hanno più i soldi per comprarle i pannolini. Tutto questo per colpa del Veggie Pride. Sarò superficiale e anche un poco stronzo, ma se facciamo morire di fame i porchettari per salvare le vite dei maiali, allora paradossalmente noi stessi siamo un ostacolo alla sopravvivenza della (nostra) specie. E (come disse la ragazza vegana) questo non mi va giù. Va contro ogni istinto di autoconservazione che è stampato nel codice genetico di tutti gli esseri umani. Delle due l’una: o i Veggie non hanno il codice genetico, o, più probabile, non sono esseri umani. Chi sono? da dove vengono? E soprattutto, per quanto tempo ancora devono restare sulla terra?
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 4:38 am | 23 Commenti |
Technorati: veggie pride
I 10 sintomi che il tuo blog sta morendo
Categorie: Scuola di ladri, blog
1. non ricordi la password e/o l’username. Spesso ti confondi con la password della tua casella mail e l’username di MyBlogLog. Ala fine riesci a entrare per tentativi, ti riprometti di annotare i tuoi dati sensibili da qualche parte, ma non lo farai. Nei casi estremi ti dimentichi l’indirizzo del blog, e devi cercarlo su google digitando parole chiave (tipo pompino, scopare, ratzinger etc..).
2. visiti il blog come si visita la vecchia nonna che abita al piano di sopra. Lo fai un paio di volte alla settimana, più per dovere (e pietà) che per piacere.
3. non riesci a terminare una lista di 10 punti
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 5:35 am | 13 Commenti |
Technorati: blog
There’s no place like home
Categorie: Scuola di ladri, televisione

Nell’attimo in cui faccio partire l’ultima puntata di Lost della stagione, ho sempre un misto di entusiasmo e angoscia e tristezza. Perchè so che qualcosa di sconvolgente avverrà, perchè so che continuerò ad avere domande irrisolte, perchè so che ci vorranno mesi e mesi prima che la serie successiva abbia inizio. Ma stavolta è troppo. Le questioni si sono accumulate negli anni, e bisogna che in qualche modo qualcuno mi dia una spiegazione. Non mi basta la giustificazione del miracolo (”it’s not an island, it’s a place where miracles happen“), esigo qualcosa di più razionale per placare la mia sete di sapere. Fino ad allora, voglio inventarmi qualche soluzione (ne va della mia salute), perlomeno riguardante i più grossi misteri ancora inspiegabili.
Jacob non può che essere J.J. Abrams in persona (non tutti sanno che J.J sta per Jeffrey Jacob) e alla fine si scoprirà che l’isola è un parto della sua mente, nella trama così come nella realtà. Che non sarebbe un finale del tutto deludente, vedere J.J uscire dalla casetta e dritto in camera inscenare un bel discorso sull’intersezione tra realtà finta e finzione reale, per poi incoraggiare i telespettatori a votare John McCain. Si vabbè, ciao.
Nell’Isola c’è un tizio che non invecchia mai. Eh, bella novità, noi (e con noi intendo non io) abbiamo Berlusconi che non solo ha smesso di invecchiare, ma ha anche trovato il modo di ringiovanire (almeno fisicamente) di parecchi anni. Chirurgia plastica? volontà divina? Poteri dell’isola? (anche lui ha un isola, anzi, ne ha tante. Non è che le possiede, ma diciamo che tutti i suoi soldi sono lì. Le Cayman) nessuno lo saprà mai.
Avete visto com’è scomparsa l’isola? Sparita. Bum. Vuoto. Pare che la Iervolino voglia utilizzare la tecnica usata dal progetto Dharma per far sparire i rifiuti a Napoli. Nessuno le ha spiegato che il progetto Dharma non esiste, e se esistesse, la tecnica comporta uno spostamento (spaziale e/o temporale) e non una smaterializzazione. Quindi in qualche modo la gente di Chiaiano, adesso o nel 2020 o nel 3513, è fottuta (a meno che non si teletrasporti la gente di Chiaiano).
A pensarci bene, è un mondo parallelo ma non così distante: There’s no place like Napoli. La nuvola nera assassina ad esempio, in mancanza di teorie paranormali ben definite, potrebbe rappresentare lo smog di nanoparticelle che fuoriesce dall’inceneritore di Acerra. E Widmore è Bassolino, che non vuole che la gente scopra l’isola. E Hurley è la montagna di rifiuti. E Jack è Jack. Ok, smettiamola qui.
La scena finale non mi ha convinto, qui sotto ci sono i due finali scartati. Ma perchè scartarli? Nessuno ha preso in considerazione l’idea di trasmetterli tutti e tre, in sequenza? Esatto, tre Jeremy Bentham, per disorientare lo spettatore. Tanto ormai, più disorientato di così..
immagine presa da qui
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 11:26 am | 4 Commenti |
Technorati: lost, napoli
Serata da ricordare
Categorie: Scuola di ladri, considerazioni, lamentele
Al cinema in fila (saremo stati in 4) per comprare il biglietto de “I demoni di San Pietroburgo“, sento una tizia dietro di me che dice, parlando con un’amica: “eh! Dostoevskij è il mio poeta tedesco preferito, dopo Thomas Mann ovviamente”. Ecco, mi ha già rovinato il film; ho resistito ai conati di vomito, mi son girato, ho cambiato fila e ho optato per “Gli ultimi della classe“, definito da alcuni il sexy movie all’italiana di nuova generazione (nuova generazione solo perchè a quanto pare il protagonista ha un blog. grazie al cazzo, siamo nel 2008, chi non ce l’ha?) e siccome il mio pisello coi sexy movies anni 80-90 c’è cresciuto, un piccolo sforzo in ricordo dei bei tempi lo avrei fatto volentieri. Ma c’era questa fila così estranea, età media 15 anni, profumo D&G mescolato alla puzza di fonzies e sperma sui pantaloni, risatine e brufoli, gel e squilli di cellulare. Non ce l’ho fatta. Mi metto in fila per Gomorra, ma quel tizio davanti mi dice che se ho già letto il libro allora non ne vale la pena, perchè il libro è molto meglio e comunque 7 euro son sempre 7 euro e alla fine questo neo-neo-realismo lui proprio non lo capisce, gli chiedo cosa ci fa lì, e mi dice che sta comprando il biglietto per suo figlio, ma lui col cazzo. Mi sposto in un’altra fila, quella del bar. C’è un obeso con il broncio che è appena stato servito, e mi dice che le porzioni dei popcorn sono ridicole, le Pringles sono finite, e tra l’altro la coca-cola è annacquata e negli hot dog non ci mettono la maionese. Mi giro, entro in macchina, torno a casa, accendo la tv, c’è X-Factor. Provo a seguirlo, mi addormento in meno di 4 minuti.
Riflessione mattutina: ho risparmiato soldi (e ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato) e ho avuto l’ennesima conferma che il cinema, inteso come locale, non fa per me. Mai come oggi apprezzo il momento storico in cui viviamo: il progresso tecnologico da una parte, il limbo di normative sul copyright dall’altro, ci permette di scaricare film illegalmente e rimanere impuniti “perchè tanto lo fanno tutti”. Questo per dire che finchè ho il peer to peer, il silenzio, il letto, una birra fresca e la possibilità di mettere in pausa quando mi pare, al cinema non ci metto piede. A meno che non mi offriate il biglietto e un tubo di Pringles alla paprika. Solo in tal caso accetterei.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 12:17 pm | 14 Commenti |
Technorati: cinema, film
Metereopatia progredita
Categorie: Scuola di ladri, blog, considerazioni
Ho avuto molto tempo per riflettere in questi giorni di alternanza sole/pioggia/caldo/freddo/secco/umido che mi ha costretto a letto. Spesso le tempestive variazioni climatiche trasformano il mio organismo in una specie di montagna russa dei sintomi pseudo-influenzali, e io godo nel galleggiare nei piccoli acciacchi, perchè questi mi danno il pretesto per stare in casa a far niente. E benchè il soffitto di camera mia sia parecchio interessante, dopo qualche ora di torpore mentale ho avuto modo e tempo di constatare che:
- Rete4 è l’unico (coraggioso) canale che, contrariamente alla filosofia dell’audience, si ostina a trasmettere i vecchi film di Bud Spencer e Terence Hill, e in tarda notte i classici di Edwige Fenech. Questa sì che è un’ottima giustificazione per non mandarla sul satellite. Salviamola.
- La Tachipirina “granulato effervescente” si può anche sniffare. Stesso effetto, ma molto più cool.
- Quando i tuoi genitori, tra di loro, si riferiscono a te con l’appellativo “tuo figlio” anzichè “nostro figlio” (es: tuo figlio è di nuovo caduto dalle scale, tuo figlio vuole una “striscia” di Tachipirina, tuo figlio ha ancora parcheggiato sopra il cassonetto, e così’ via) significa che in famiglia non sei poi così amato e gradito come pensavi.
- Gomorra non è un film lesbian-porn, checchè ne dica la cartella Incoming di Emule (e io che volevo pure recensire).
- Schiacciarsi i punti neri è una forma estrema di auto-erotismo.
- I blog italiani sono decisamente troppi. Dai miei recenti calcoli ho concluso che non basta una settimana intera (comprese le ore di sonno) per leggere l’ultimo post di ogni blog italiano, dal “tecnico” al “personale”. Troppi punti di vista, troppe informazioni, ma soprattutto troppe cazzate (incluse le mie) in proporzione all’esiguo numero di lettori totali; se gli scrittori superano per numero i lettori, si crea un disequilibrio di domanda/offerta: ci vuole un controllo delle nascite per i blog o si rischia il collasso della rete. La droga potrebbe essere un ottimo contraccettivo, per esempio.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 5:39 am | 13 Commenti |
Technorati: blog, meteo
Popolarissima della Balorda
Categorie: CaccaSpray, notizie
Chi vive nei pressi di modena già la conoscerà, chi invece non ne ha ancora sentito parlare è tenuto a visitare il sito e a partecipare il prossimo anno!
In poche parole si tratta di un ritrovo di gente mentalmente instabile, travestita a tema e obbligatoriamente ubriaca che cerca di andare in bici per le strade di campagna senza finire nel fosso; ma non è affatto facile come sembra, anzi, è veramente una “corsa” distruttiva…stamattina mi sono svegliata ancora ubriaca, tanto per intenderci!
(altro appuntamento similare che immagino meriti parecchio è il trofeo fantozzi dalle parti di genova)
EDIT 20.05: i videI della partenza e di uno dei migliori carri
Pubblicato da CaccaSpray alle 9:54 am | 12 Commenti |
Technorati: ciclisti alcolisti
Deficit di materia grigia
Categorie: Scuola di ladri, politica
Completamente ignorata l’emergenza “debito pubblico”, si preferisce optare per magagne più tangibili (rom e spazzatura) e solo apparentemente più importanti. Sorgono dubbi riguardo i criteri (più o meno razionali) utilizzati da politici e media nazionali per stabilire le priorità del paese: a quanto pare, non si può catalogare “emergenza” una questione che buona parte degli italiani non capisce; la gente, diciamo un 30%, crede che il Pil sia qualcosa di immaginario, oppure una marca di un rasoio elettrico. Silkepil: per una rasatura perfetta, senza irritazioni.
La realtà è ben diversa, e prima di doppiare i limiti imposti dal trattato di Maastricht, sarebbe ora di mettere in luce il problema: siamo rimasti in mutande, e se non facciamo qualcosa rischiamo di indebitarci pure quelle.
Ma c’è una buona notizia: l’Italia è ben accompagnata. Sforano i limiti di Maastricht altri paesi come la Francia, la Grecia e Malta. Già, Malta. Il rapporto deficit/Pil di Malta rischia di diventare il più alto d’Europa. Questo perchè il suo prodotto interno lordo non supera il patrimonio del ristorante sotto casa mia. Praticamente i maltesi hanno chiesto in prestito una lavatrice dai siciliani, e ora sono nella merda: non solo quella lavatrice rappresenta il 62% del loro Pil, ma ogni anno devono alla Sicilia fior di quattrini (5 euro e mezzo) per pagare gli interessi di un elettrodomestico che funziona a malapena. Dopo questa esperienza, i maltesi ricominceranno (sempre per rimanere in tema) a lavarsi le mutande a mano, nell’acqua di mare.
Sorpresi gli economisti mondiali: non sapevano che Malta esistesse.
Pubblicato da Scuola di Ladri alle 10:35 am | 11 Commenti |
Technorati: debito, malta


